Una stalla a cielo aperto

La stazione di Terminillo una stalla a cielo aperto
Da svariati anni sul monte Terminillo si assiste ad una numerosa presenza di cavalli che scorrazzano liberamente in ogni dove sui crinali e sui prati, sulle strade sterrate ed in quelle asfaltate, ed il loro numero è andato di anno in anno aumentando.
Questa presenza se da un lato rappresenta un’attrazione turistica, soprattutto, per i bambini che sono accompagnati dai loro genitori, dall’altro costituiscono un vero pericolo per gli automobilisti ed i per motociclisti che spesso sfrecciano sulle strade del comprensorio, il grave incidente avvenuto al bivio di San Giovenale di Leonessa ne è la logica conseguenza a causa di abbandono di animali.

La stazione di Terminillo una stalla a cielo aperto
Da svariati anni sul monte Terminillo si assiste ad una numerosa presenza di cavalli che scorrazzano liberamente in ogni dove sui crinali e sui prati, sulle strade sterrate ed in quelle asfaltate, ed il loro numero è andato di anno in anno aumentando.
Questa presenza se da un lato rappresenta un’attrazione turistica, soprattutto, per i bambini che sono accompagnati dai loro genitori, dall’altro costituiscono un vero pericolo per gli automobilisti ed i per motociclisti che spesso sfrecciano sulle strade del comprensorio, il grave incidente avvenuto al bivio di San Giovenale di Leonessa ne è la logica conseguenza a causa di abbandono di animali.

Numerose segnalazioni sono state fatte dai cittadini e dagli esercenti alle autorità, ma non sembra, che le segnalazioni abbiano sortito l’effetto sperato.
Gli animali di notte e di giorno fanno da padroni sulle strade della stazione tanto da ridurla in condizioni di estremo degrado, c’è presenza di sterco ovunque, è risultato che gli stessi animali si allontano ovunque in tutto il comprensorio in libero galoppo, dal Comune di Micigliano, a quello di Cittaducale, Leonessa e Cantalice .
I turisti della domenica che frequentano i bar ed i negozi della stazione non amano certo schivare lo sterco lasciato dai cavalli, e nemmeno coloro che si avventurano a fare una passeggiata sui prati.
Fare lo slalom tra lo sterco lasciato e le buche scavate, non consente al turista visitatore di effettuare una tranquilla passeggiata, costretti a rivolgere lo sguardo sempre verso terra, tanto da abbandonare l’idea di godere i panorami che spesso mutano e che sono da fotografare.
Le famiglie che, un tempo, si recavano a raccogliere i frutti di bosco nei costoni e sui crinali e lungo le strade sterrate, purtroppo, non hanno più questa possibilità , gli animali, infatti, al loro passaggio mangiano di tutto comprese le piante dei frutti di bosco.
Gli animali sostano per ore sulle strade e costituiscono un vero pericolo per gli automobilisti, senza spostarsi all’affaccio dell’automobilista, occupano spesso entrambi le corsie del senso di marcia, e costringono gli automobilisti a suonare clacson e più spesso a scendere dalle loro automobili. Frequenti sono le loro presenze dietro le curve, al fresco dei rami prospicienti dei faggi, e nelle zone in ombra e buie, rendendosi, in questo modo, meno visibili agli occhi degli automobilisti che sono costretti a inchiodare, oppure ad affrontare pericolose manovre al fine di aggirarli.
Una situazione questa che va avanti da troppo tempo e che peggiora di giorno in giorno, ora siamo all’assurdo, domenica enormi balle di fieno sono state depositate ai bordi del piazzale la Malga di Campoforogna, una vera e propria stalla a cielo aperto.
I cittadini desiderano essere informati se tutto questo rappresenta il programma di rilancio della stazione del Terminillo.
Commento di Roberto Iacoboni

 

Progetto più light

Rieti, progetto più light per Stazione Montana Stazione Montana: ora si cambia.

Sul Terminillo il fronte reatino si ricompatta: si continua ancora a puntare sul progetto Stazione Montana ma in versione alleggerita, cercando così di superare i problemi emersi in Regione in sede di valutazione di incidenza ambientale.

Rieti, progetto più light per Stazione Montana Stazione Montana: ora si cambia.

Sul Terminillo il fronte reatino si ricompatta: si continua ancora a puntare sul progetto Stazione Montana ma in versione alleggerita, cercando così di superare i problemi emersi in Regione in sede di valutazione di incidenza ambientale. Oggi in Provincia, «lunga ma proficua riunione con tecnici, sindaci, valutatori e progettisti, forse la prima davvero utile e produttiva», dice il presidente Giuseppe Rinaldi. Nel pomeriggio poi, in seno al Consorzio Smile, torna la pace pure tra i sindaci di Leonessa, Cantalice e Micigliano e Paolo Trancassini ha ritirato le dimissioni da presidente.
e Paolo Trancassini ritira le dimissioni

Ulteriori 5 anni sprecati

Impianti da sci a Pian de Valli, ulteriori 5 anni sprecati
La maggioranza in consiglio comunale, complice quasi tutta l’opposizione, di fatto ammette di aver fallito le politiche sul Terminillo e cerca di correre ai ripari ma, invece di svincolarsi dal progetto “TSM” della Provincia di Rieti, gli rinnova incredibilmente la fiducia chiedendo, in caso di bocciatura VIA, lo stralcio per gli impianti a Pian de Valli.
Ma ormai, bene che vada, per tali impianti si dovrà aspettare la stagione sciistica 2017-2018, quando nel 2012 si sarebbe potuto presentare subito il progetto di rifacimento dell’impianto “Colle di mezzo” e, di concerto con Cantalice, l’impianto “Cardito Nord”, ridando almeno un po’ di dignità alla stazione invernale reatina.

Impianti da sci a Pian de Valli, ulteriori 5 anni sprecati
La maggioranza in consiglio comunale, complice quasi tutta l’opposizione, di fatto ammette di aver fallito le politiche sul Terminillo e cerca di correre ai ripari ma, invece di svincolarsi dal progetto “TSM” della Provincia di Rieti, gli rinnova incredibilmente la fiducia chiedendo, in caso di bocciatura VIA, lo stralcio per gli impianti a Pian de Valli.
Ma ormai, bene che vada, per tali impianti si dovrà aspettare la stagione sciistica 2017-2018, quando nel 2012 si sarebbe potuto presentare subito il progetto di rifacimento dell’impianto “Colle di mezzo” e, di concerto con Cantalice, l’impianto “Cardito Nord”, ridando almeno un po’ di dignità alla stazione invernale reatina. Al di là delle premesse e considerazioni di rito, è questo l’unico vero e triste responso del consiglio comunale dell’altra settimana, condensato nell’ultimo capoverso di un ordine del giorno della maggioranza, nonostante tutto ancora totalmente schiacciata sulle posizioni della Vice Sindaco Pariboni e dall’Arch. Abruzzese della Provincia.
Così, invece di prendere atto dell’errore compiuto con la Delibera di Consiglio n.15 del 2014, con la quale si approvava il progetto “TSM” (che ricordiamo è invece un Piano di Interventi che andava preventivamente sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica (VAS), si sceglie di perseverare sulla “cattiva strada” tracciata da Leonessa, dalla Provincia e dai loro tecnici incaricati.
Tra l’altro nella Delibera appena votata non si fa nemmeno menzione delle Osservazioni presentate da numerose autorevoli associazioni (supportate da tecnici professionisti nei più svariati settori ambientali), né delle controdeduzioni della Provincia che non sono servite ad evitare la bocciatura nella Valutazione d’incidenza.
Dunque, nel rispetto della Convenzione di Aarhus che tra l’altro garantisce “la partecipazione del pubblico ai processi decisionali”, siccome crediamo che non sia mai troppo tardi per tornare sui propri passi e rilanciare un vero processo partecipato con le attività economiche, i cittadini e le associazioni che porti rapidamente ad un Piano di rilancio turistico del Terminillo e dei Monti reatini, chiediamo al Presidente della Provincia e ai Sindaci del comprensorio che il 22 ottobre si fermi questo treno in corsa su binari morti e si convochi al più presto un’assemblea pubblica di confronto sulla Programmazione Territoriale nelle aree montane per avviare l’iter procedurale della VAS, strumento indispensabile per valutare, anche attraverso ipotesi alternative, la sostenibilità economica e ambientale di un programma di interventi come quello che si vuole realizzare.
Nota di Rieti Virtuosa.

Il Terminillo e i Monti Reatini. La Guida

L’autore parteciperà alla presentazione, giovedi 22 ottobre, alla biblioteca comunale di Terni
Giovedi 22 ottobre alle ore  17, presso il Caffè Letterario della Biblioteca Comunale di Terni verrà presentato un lavoro che si colloca tra i più interessanti, per contenuti e immagini, tra quelli del panorama editoriale di montagna.
Un’iniziativa dell’Associazione “Stefano Zavka” e del CAI Terni,  resa possibile grazie alla collaborazione della Biblioteca Comunale di Terni.
“Il Terminillo e i Monti Reatini. La Guida” , di Andrea Bollati per le edizioni Il Lupo, è una novità per la varietà di specialità outdoor descritte (21 itinerari di escursionismo, 13 di sci alpinismo, 4 di sci escursionismo, 23 di alpinismo, 8 di arrampicata, 3 falesie di arrampicata sportiva, 3 di torrentismo, 11 di mtb), corredate da mappe e immagini sia descrittive che di grande impatto visivo.

L’autore parteciperà alla presentazione, giovedi 22 ottobre, alla biblioteca comunale di Terni
Giovedi 22 ottobre alle ore  17, presso il Caffè Letterario della Biblioteca Comunale di Terni verrà presentato un lavoro che si colloca tra i più interessanti, per contenuti e immagini, tra quelli del panorama editoriale di montagna.
Un’iniziativa dell’Associazione “Stefano Zavka” e del CAI Terni,  resa possibile grazie alla collaborazione della Biblioteca Comunale di Terni.
“Il Terminillo e i Monti Reatini. La Guida” , di Andrea Bollati per le edizioni Il Lupo, è una novità per la varietà di specialità outdoor descritte (21 itinerari di escursionismo, 13 di sci alpinismo, 4 di sci escursionismo, 23 di alpinismo, 8 di arrampicata, 3 falesie di arrampicata sportiva, 3 di torrentismo, 11 di mtb), corredate da mappe e immagini sia descrittive che di grande impatto visivo.

Questo ampio lavoro, che contiene anche una vasta e completa parte introduttiva storico-naturalistica, è stato realizzato  con la collaborazione di alcuni dei più noti conoscitori della montagna reatina  e risponde alle esigenze di tutti.  Appassionati, neofiti o esperti potranno scegliere quali attività praticare o riscoprire nel vasto territorio descritto, che spazia dal Monte Terminillo a zone meno note dei Monti Reatini, altrettanto interessanti e sorprendenti. L’obiettivo dell’autore è appunto quello di fornire ad un pubblico sempre più preparato e diversificato uno strumento minuzioso e aggiornato del territorio, mettendo in campo possibilità di fruizione sostenibile e consapevole (aspetti  che non sempre sul web corrispondono ad affidabilità).
L’autore durante la presentazione mostrerà un video e immagini che descrivono la guida e i Monti Reatini.
L’autore parteciperà alla presentazione, giovedi 22 ottobre, alla biblioteca comunale di Terni
Giovedi 22 ottobre alle ore  17, presso il Caffè Letterario della Biblioteca Comunale di Terni verrà presentato un lavoro che si colloca tra i più interessanti, per contenuti e immagini, tra quelli del panorama editoriale di montagna.
Un’iniziativa dell’Associazione “Stefano Zavka” e del CAI Terni,  resa possibile grazie alla collaborazione della Biblioteca Comunale di Terni.
“Il Terminillo e i Monti Reatini. La Guida” , di Andrea Bollati per le edizioni Il Lupo, è una novità per la varietà di specialità outdoor descritte (21 itinerari di escursionismo, 13 di sci alpinismo, 4 di sci escursionismo, 23 di alpinismo, 8 di arrampicata, 3 falesie di arrampicata sportiva, 3 di torrentismo, 11 di mtb), corredate da mappe e immagini sia descrittive che di grande impatto visivo. Questo ampio lavoro, che contiene anche una vasta e completa parte introduttiva storico-naturalistica, è stato realizzato  con la collaborazione di alcuni dei più noti conoscitori della montagna reatina  e risponde alle esigenze di tutti.  Appassionati, neofiti o esperti potranno scegliere quali attività praticare o riscoprire nel vasto territorio descritto, che spazia dal Monte Terminillo a zone meno note dei Monti Reatini, altrettanto interessanti e sorprendenti. L’obiettivo dell’autore è appunto quello di fornire ad un pubblico sempre più preparato e diversificato uno strumento minuzioso e aggiornato del territorio, mettendo in campo possibilità di fruizione sostenibile e consapevole (aspetti  che non sempre sul web corrispondono ad affidabilità).
L’autore durante la presentazione mostrerà un video e immagini che descrivono la guida e i Monti Reatini.
by Adriano Lorenzoni in http://www.terninrete.it

 

Unanime il consiglio comunale di RIETI

Unanime ODG del consiglio comunale sul Terminillo
Una serie di interventi incentrati sulla proposta di un Ordine del giorno letto dal consigliere di maggioranza Munalli, teso ad “impegnare” l’intero consiglio Comunale a rintuzzare l’unico punto ritenuto negativo da parte dei tecnici regionali che hanno esaminato il progetto di rilancio del Terminillo, che poggia, peraltro, su argomentazioni pretestuose ed inammissibili.
Dopo la relazione dell’Assessore Pariboni, incaricata del Comune a seguire l’iter procedurale del Progetto con la Provincia e la Regione; e dopo vari interventi di tutti i gruppi consiliari, il Consiglio Comunale (le opposizioni avevano provocato la discussione sull’argomento attraverso un proprio O.d.G.), redattto un “unico documento” (concertato dalla Giunta e da tutti i gruppi), lo ha votato alla unanimità.

Unanime ODG del consiglio comunale sul Terminillo
Una serie di interventi incentrati sulla proposta di un Ordine del giorno letto dal consigliere di maggioranza Munalli, teso ad “impegnare” l’intero consiglio Comunale a rintuzzare l’unico punto ritenuto negativo da parte dei tecnici regionali che hanno esaminato il progetto di rilancio del Terminillo, che poggia, peraltro, su argomentazioni pretestuose ed inammissibili.
Dopo la relazione dell’Assessore Pariboni, incaricata del Comune a seguire l’iter procedurale del Progetto con la Provincia e la Regione; e dopo vari interventi di tutti i gruppi consiliari, il Consiglio Comunale (le opposizioni avevano provocato la discussione sull’argomento attraverso un proprio O.d.G.), redattto un “unico documento” (concertato dalla Giunta e da tutti i gruppi), lo ha votato alla unanimità.

In esso tra l’altro viene: «..confermato il ruolo di coordinamento intercomunale già affidato all’Amministrazione Provinciale, dando mandato alla stessa Amministrazione di rappresentare il Comune nei tavoli tecnici regionali;
Demanda al Sindaco, alla Giunta e al Consigliere con delega al Terminillo nell’ambito dei tavoli istituzionali e tecnici la valutazione delle modifiche e degli aggiornamenti al progetto e l’adozione di ogni altro atto o accordo o intesa utili per la positiva conclusione del procedimento; nella eventualità in cui i tempi di approvazione del progetto comprensoriale non consentano la realizzazione delle opere previste in tempo utile per la stagione sciistica 2016-2017 impegna altresì l’Amministrazione ad attivarsi, in accordo con gli altri comuni interessati e la Provincia di Rieti, al fine di stralciare l’approvazione delle opere necessarie al ripristino e all’ampliamento del bacino sciistico di Pian de Valli”… ».
Praticamente, come avemmo modo di commentare (in sede di presentazione lo scorso anno del Progetto “Terminillo Stazione Sciistica Montana, turismo responsabile”), ci si sta’ muovendo su due piani paralleli: la parte politica dei cinque comuni aderenti al Consorzio, che ha ritrovato (almeno al momento) una sua unità (condizione sine-qua-non per l’ottenimento dei fondi); e la parte tecnica, che deve, in appropriati incontri contraddittori con i tecnici regionali, superare il parere “…non favorevole al progetto…” espresso nella relazione di incidenza del V.I.A. sottoscritta dal Dirigente dell’area sistemi naturali della Regione Lazio.
In questi giorni fervono incontri di tecnici ed esperti, per la predisposizione di una comune linea di chiarimenti da porre in prossimi incontri fra tecnici, ma era oltremodo necessario che anche il fronte Politico e Amministrativo (al di là ed al di fuori di mere posizioni pregiudiziali ideologiche o partitiche), desse segnali di unanime volontà dopo le scaramucce verificatesi, anche di recente, con le dimissioni del Sindaco di Leonessa Trancassini dal Consorzio SMILE.
La giornata di ieri, anche in tal senso, ha sortito effetti positivi (lo stesso Trancassini, a latere del Consiglio comunale di Rieti), ha mostrato una sua volontà d’intesa lasciando a margine deleterie e quanto mai inopportune posizioni radicali. Del resto il problema, trasversalmente, ha una sua importanza e tutte le forze politiche debbono impegnarsi (ed impegnare quelle Regionali) a porre in termini decisi, precisi e rapidi, una parola fine ad un tema che fa capo ad un finanziamento ben preciso (anche nella esposizione di termini netti, decisamente a favore di ammodernamenti di impianti e strutture sciistiche), pur non tralasciando che esso possa essere anche “propedeutico” per la realizzazioni di un “futura” Parco naturale Regionale che costituisce, come accennato da qualcuno, una Compatibilità con il rilancio del Terminillo come stazione sciistica.
Staremo ora a vedere gli sviluppi della “contesa” sui quali, di certo, i politici a tutti i livelli dovranno pretendere rapide decisioni. Mentre i tecnici dovranno spiegare ampiamente pretestuose motivazioni relative a quanto, a loro parere, non può essere “tecnicamente” approvato. La partita è in corso, e speriamo che abbia presto termine.
Antonio Cipolloni

 

Nodi irrisolti

Rieti, «Stazione Montana» in aula con nodi irrisolti
RIETI – Terminillo Stazione Montana, discussione «al buio» oggi in consiglio comunale: dalla Provincia altri particolari sull’incontro di lunedì con i valutatori della Regione non sono trapelati – siamo a «posizioni che restano molto lontane» – perciò ai consiglieri più attenti non resta che sfogliare le otto pagine della relazione tecnica con la quale l’Area Sistemi Naturali della Regione Lazio il 13 luglio scorso ha espresso «parere non favorevole» sugli interventi in progetto.

Rieti, «Stazione Montana» in aula con nodi irrisolti
RIETI – Terminillo Stazione Montana, discussione «al buio» oggi in consiglio comunale: dalla Provincia altri particolari sull’incontro di lunedì con i valutatori della Regione non sono trapelati – siamo a «posizioni che restano molto lontane» – perciò ai consiglieri più attenti non resta che sfogliare le otto pagine della relazione tecnica con la quale l’Area Sistemi Naturali della Regione Lazio il 13 luglio scorso ha espresso «parere non favorevole» sugli interventi in progetto. Un giudizio formato peraltro anche sulla base dello studio di incidenza presentato a corredo del progetto Terminillo Stazione Montana, i cui estensori per primi indicavano i limiti degli interventi progettati. Vale la pena poi partire da un assunto base, fin qui sepolto sotto la cortina fumogena della politica, e cioè che gran parte degli interventi programmati nel progetto (16 nuovi impianti di risalita, 42 km di piste, 3 bacini di raccolta a servizio degli impianti di innevamento artificiali, presidi paravalanghe, 11 rifugi e 4 centri visite) risultano ubicati all’interno di siti di importanza comunitaria (Monte Terminillo e Bosco Vallonina) e della zona di protezione speciale (Monti Reatini). Siti sottoposti alla tutela della direttiva europea Habitat e di Rete europea Natura 2000. Per effetto della tutela riconosciuta a flora e fauna (compresi lupi e orsi) quello che è emerso è che «l’entità, l’estensione superficiale e le modalità realizzative degli interventi non sono compatibili con la tutela degli habitat e delle specie di interesse comunitario». Il progetto infatti così come congegnato «comporterà sottrazione permanente di superfici caratterizzate dalla presenza di habitat di interesse comunitario e che non vengono proposte soluzioni alternative, ma solo misure di compensazione valutabili a posteriori».
Per questo, la Regione, applicando il principio di precauzione, ha ritenuto di dover assicurare all’ambiente «un alto livello di protezione», negando il parere favorevole al progetto. Parliamo di un «no» che, da solo, non basta a bocciare Tsm, ma che rappresenta una componente essenziale dell’ultimo, decisivo parere che ancora manca e che è la «Via», la valutazione di impatto ambientale.
LA POLITICA
Di fronte a questa evidenza molto tecnica, il fronte politico, fin qui assai trasversale, si è diviso. Da destra Paolo Trancassini dice che la colpa è del centro sinistra, che aveva «garantito» per l’approvazione in Regione del progetto salvo ritrovarsi nel cul de sac della «vinca» negativa. Da sinistra, in maniera netta, Giacomo Marchioni, altri in maniera più sfumata dicono che invece la colpa è di chi ha fatto di Tsm una bandiera, sorvolando su un gigantesco impatto ambientale che mai avrebbe potuto superare il giudizio tecnico della Regione. C’è da dire che tanto nel centro destra quanto nel centro sinistra le posizioni rispetto a Tsm sono assai sfumate. Lo stesso Trancassini fin qui ha più o meno ballato da solo. Perciò oggi in consiglio sarà interessante vedere chi c’è e chi no a difendere il progetto com’è. A parte lui, che da Leonessa tuona: «Ora rispetto al progetto possiamo solo presentare soluzioni diverse, tagliare ancora ciò che abbiamo già tagliato e ricominciare, in nome di un orso che a Leonessa non c’è nemmeno nelle favole dei bambini. Ma chi ha ironizzato sul folklore di Leonessa e ci ha promesso l’approvazione del progetto entro dicembre ora ci deve chiedere scusa». Ogni riferimento al Pd è puramente vero.

di Alessandra Lancia

Leonessa si riparte

Terminillo, da Leonessa si riparte
Tutti coloro che hanno ironizzato sul «folklore» di Leonessa chiedano scusa, tacciano e si facciano da parte
di Paolo Trancassini
Se da febbraio, quando ho cominciato ad alzare la voce, fossimo stati un coro, non ci saremmo trovati ad inseguire l’utopia che i valutatori regionali avrebbero cambiato il parere negativo del Vinca. La toppa è peggio del buco, ed ora finalmente si scopre che le riunioni indette per contrastare la manifestazione di Roma, servivano per farci ripetere ciò che 10 (!) persone avevano firmato da mesi.

Terminillo, da Leonessa si riparte
Tutti coloro che hanno ironizzato sul «folklore» di Leonessa chiedano scusa, tacciano e si facciano da parte
di Paolo Trancassini
Se da febbraio, quando ho cominciato ad alzare la voce, fossimo stati un coro, non ci saremmo trovati ad inseguire l’utopia che i valutatori regionali avrebbero cambiato il parere negativo del Vinca. La toppa è peggio del buco, ed ora finalmente si scopre che le riunioni indette per contrastare la manifestazione di Roma, servivano per farci ripetere ciò che 10 (!) persone avevano firmato da mesi. Il confronto, lo ripeto da tempo, doveva esserci prima… ora possiamo solo presentare soluzioni diverse, tagliare ancora ciò che abbiamo già tagliato, ricominciare… e tutto ciò in nome dell’orso, che a Leonessa non c’è nemmeno nelle favole dei bambini.
Oggi però tutti coloro che hanno ironizzato sul «folklore» di Leonessa, tutti quelli che hanno visto vicino l’arrivo ed hanno indicato dicembre come la data della definitiva approvazione, chiedano scusa, tacciano e si facciano da parte… ricominciamo.

Restano distanti le posizioni

Terminillo Stazione Montana: restano distanti le posizioni tra progettisti e Regione
Domani dibattito in consiglio comunale

Terminillo Stazione Montana, parte in salita il confronto tra tecnici e progettisti reatini e i «valutatori» della Regione. Sei ore di confronto nella Capitale hanno confermato tutte le perplessità romane sul piano di rilancio redatto da Provincia e Comuni del Consorzio Smile.

Terminillo Stazione Montana: restano distanti le posizioni tra progettisti e Regione
Domani dibattito in consiglio comunale

Terminillo Stazione Montana, parte in salita il confronto tra tecnici e progettisti reatini e i «valutatori» della Regione. Sei ore di confronto nella Capitale hanno confermato tutte le perplessità romane sul piano di rilancio redatto da Provincia e Comuni del Consorzio Smile. «L’unica cosa che posso dire è che l’incontro è stato solo interlocutorio e che le posizioni restano molto distanti», dice il presidente della Provincia, Giuseppe Rinaldi, pesando attentamente le parole. Il che lascia intendere che la riunione fiume di ieri (iniziata alle 10,30 e finita alle 16,30) non sia stata esattamente una passeggiata per la delegazione reatina, decisa a difendere il progetto così com’era nonostante il giudizio totalmente negativo incassato in fase di valutazione di incidenza ambientale.
Per giovedì è stata convocata una nuova riunione in Provincia tra «rup», progettisti e Comuni interessati per fare il punto della situazione sulla base del verbale dell’incontro di ieri che la Regione trasmetterà a Rieti nelle prossime ore. Verbale che, pare di capire, costituirà l’ossatura del «contraddittorio» tra le parti. Domani il dibattito si trasferisce in consiglio comunale.
di Alessandra Lancia

Rispetto dell’ambiente e della legalità

Sviluppo del Terminillo nel rispetto dell’ambiente e della legalità
Dopo quasi un anno dall’avvio del procedimento per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) del Progetto Terminillo Stazione Montana, emergono i primi atti ufficiali delle procedure che devono garantire uno sviluppo dei territori compatibilmente con la tutela dei valori ambientali, passo fondamentale per evitare che gli interventi sul territorio naturale, fatti peraltro con ingenti finanziamenti pubblici, diventino un danno e non un beneficio per ciò che trasmetteremo alle generazioni future.

Sviluppo del Terminillo nel rispetto dell’ambiente e della legalità
Dopo quasi un anno dall’avvio del procedimento per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) del Progetto Terminillo Stazione Montana, emergono i primi atti ufficiali delle procedure che devono garantire uno sviluppo dei territori compatibilmente con la tutela dei valori ambientali, passo fondamentale per evitare che gli interventi sul territorio naturale, fatti peraltro con ingenti finanziamenti pubblici, diventino un danno e non un beneficio per ciò che trasmetteremo alle generazioni future. Le associazioni hanno a cuore un futuro per il comprensorio del Terminillo che possa basarsi sul valore del proprio patrimonio naturale, riconosciuto e tutelato dall’Europa con un approccio concreto, sostenibile e attento; tutto ciò è ben altro dallo sviluppismo a breve termine, un modello – questo – sempre più in declino a causa della crisi economica nazionale e europea, da cui non si può affatto prescindere nella proposta di qualsiasi progetto e dei suoi contesti attuali.
Le associazioni costituiscono un fronte comune con l’obiettivo di vigilare sul rispetto della salvaguardia ambientale e della legalità, e non come si è detto finora contro il rilancio, anche economico, del Terminillo. Plaudiamo quindi l’esito ed il lavoro che sta alla base del parere della Valutazione d’Incidenza Ambientale che definisce il progetto TSM “non compatibile” con gli obiettivi di conservazione di SIC e ZPS contenuti nelle misure di conservazione stabilite dalla legge europea (Direttiva Habitat, 92/43/CEE e Direttiva Uccelli 79/409/CEE). Un parere insindacabile e non “interpretabile”, come non lo sono le norme comunitarie, la cui attuazione è vigilata dalla stessa Commissione Europea.
L’operato dei tecnici della Regione Lazio è un esempio di professionalità ed onestà che rappresenta una giusta risposta all’avvio della procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia in materia di applicazione della Valutazione d’Incidenza, la VINCA, (EU Pilot 6730/14/ENVI “diretta ad accertare se esista in Italia una prassi di sistematica violazione dell’articolo 6 della direttiva Habitat”); infrazione che, torniamo a sottolineare, comporterebbe un serio rischio di interruzione dell’erogazione di tutti i fondi comunitari per la Regione Lazio, creando un danno economico nei nostri territori.
Purtroppo, le stesse parole di plauso non possiamo esprimerle per l’Area Urbanistica e Copianificazione della Regione la quale, pur non consentendo l’impianto “Seggiovia Fontenova-Morra Grande” e le relative piste, applica con disinvoltura il dispositivo di deroga della L.R. 24/98 a tutti gli altri interventi, rinviandone alcuni a successive valutazioni per il rilascio dell’Autorizzazione paesaggistica e sbarazzandosi del vincolo imposto dal PTPR sul “rispetto della salvaguardia del patrimonio naturale”. Confidiamo pertanto che venga posta particolare attenzione al rispetto delle procedure da parte della Direzione Urbanistica, che ci auguriamo coinvolga anche l’Area Autorizzazioni Paesaggistiche e VAS, e dell’Area VIA della Regione, che è chiamata a svolgere un ruolo di garante per l’intero procedimento.
Le associazioni rimarranno vigili in attesa degli sviluppi della procedura di VIA, convinte che il futuro del Terminillo debba percorrere il cammino della valorizzazione delle proprie specifiche e uniche risorse ambientali, a beneficio di chi vi abita e vuole continuare a farlo.
Nota di: CAI Lazio, WWF Lazio, Altura Lazio, LIPU Lazio, Mountain Wilderness Italia e Lazio, Altura Lazio, European Consumers, Federtrek, Forum Salviamo il Paesaggio Rieti e Provincia, Inachis Rieti, Italia Nostra Rieti, Post Tribù, Rieti Virtuosa, Salviamo l’Orso.

Per superare l’esame serve «compatibilità

Rieti, Stazione Montana: per superare l’esame serve «compatibilità»
RIETI – «Compatibilità», tra un Terminillo «museo» e un Terminillo «circuito», tra rete di tutela naturale e rete degli impianti: per Carlo Ubertini, assessore comunale all’Ambiente è «compatibilità» la parola chiave che può aprire al massiccio reatino la strada a uno sviluppo sostenibile. E a governare questa «compatibilità» può essere il parco naturale, «non un consorzio paesano». Alla vigilia dell’avvio del contraddittorio in Regione sull’incidenza ambientale del progetto Stazione Montana, Ubertini – già responsabile nazionale dell’Ambiente per il Psi – prova a tirare fuori l’operazione dal buco delle tifoserie favorevoli-contrari in cui si è cacciata e a guardare oltre.

Rieti, Stazione Montana: per superare l’esame serve «compatibilità»
RIETI – «Compatibilità», tra un Terminillo «museo» e un Terminillo «circuito», tra rete di tutela naturale e rete degli impianti: per Carlo Ubertini, assessore comunale all’Ambiente è «compatibilità» la parola chiave che può aprire al massiccio reatino la strada a uno sviluppo sostenibile. E a governare questa «compatibilità» può essere il parco naturale, «non un consorzio paesano». Alla vigilia dell’avvio del contraddittorio in Regione sull’incidenza ambientale del progetto Stazione Montana, Ubertini – già responsabile nazionale dell’Ambiente per il Psi – prova a tirare fuori l’operazione dal buco delle tifoserie favorevoli-contrari in cui si è cacciata e a guardare oltre. «Domani la Provincia contesterà sia il metodo che il merito che ha portato alla valutazione di incidenza ambientale negativa e cercherà di ribaltare quel giudizio».
Un giudizio molto negativo.
«Esatto, ma siccome norme e prassi sono molto interpretabili, il contraddittorio che finalmente si apre sarà utilissimo, a garanzia tanto della tutela ambientale che del progetto. Personalmente, auspico che la Provincia superi positivamente la fase del contraddittorio, dimostrando l’infondatezza di pericoli per l’ambiente, ma il tema della compatibilità resta. Perché alla fine di tutto abbiamo una montagna su cui si ramifica la rete naturale dei vincoli europei, e quindi bisognosa di tutela, e una montagna che vergine non è più da un pezzo, avendo già una rete di impianti e piste da sci. Vogliamo allora un Terminillo museo dell’ambiente o un Terminillo circuito di impianti? Questa contrapposizione si supera solo con un governo del sistema che punti alla compatibilità tra questi due elementi. E quale migliore strumento se non quello del Parco Naturale?».
Lo sostenevate con l’allora consigliere regionale Roberto Giocondi almeno quindici anni fa: cos’è, un ritorno al futuro o arrivate fuori tempo massimo?
«Bé, quando sento il sindaco Trancassini invocare egli stesso il parco penso all’eterogenesi dei fini. Per arrivarci tutti è stato necessario l’incaglio della valutazione di incidenza ambientale. Ora il parco può essere considerato a mo’ di «prescrizione» nel caso in cui si superino i problemi della valutazione di incidenza. Ma se i problemi dovessero permanere il parco potrebbe essere una misura di compensazione».
Questo allungherebbe molto i tempi?
«La Regione è comunque il nostro interlocutore, tanto sul progetto quanto sul parco. I tempi, certo, non sarebbero brevi. Però prospettare per il Terminillo un parco naturale significa raddoppiare e non indebolire le potenzialità di sviluppo. Bormio è una delle stazioni sciistiche più attrezzate ed è nel cuore del parco dello Stelvio. Lì la compatibilità è stata brillantemente raggiunta. Perché non provarci anche qui?».
di Alessandra Lancia