Demagogicamente si vorrebbe dare corpo alle ombre

Terminillo, demagogicamente si vorrebbe dare corpo alle ombre
Con molta cautela riteniamo assai velleitaria la tesi relativa a “minacce” che il recente progetto di rilancio del Terminillo apporterebbe ad ambiente e paesaggio della zona. In particolare non ci pare giusto continuare a vedere vituperati sia propositi che caratteristiche vocazionali naturali turistiche e ambientali, ad opera di personaggi che vanno per la maggiore (a livello nazionale ed internazionale) che passano per grandi “tutori” della “natura”, scampando sempre da ogni tipo di responsabilità, nel momento in cui si verificano in ogni parte del nostro Paese, dissesti e calamità, conseguenti ad un uso del territorio maldestro e colpevole.

Terminillo, demagogicamente si vorrebbe dare corpo alle ombre
Con molta cautela riteniamo assai velleitaria la tesi relativa a “minacce” che il recente progetto di rilancio del Terminillo apporterebbe ad ambiente e paesaggio della zona. In particolare non ci pare giusto continuare a vedere vituperati sia propositi che caratteristiche vocazionali naturali turistiche e ambientali, ad opera di personaggi che vanno per la maggiore (a livello nazionale ed internazionale) che passano per grandi “tutori” della “natura”, scampando sempre da ogni tipo di responsabilità, nel momento in cui si verificano in ogni parte del nostro Paese, dissesti e calamità, conseguenti ad un uso del territorio maldestro e colpevole.

E certamente questo che vogliamo trattare non è il caso.
Ci riferiamo al Terminillo, ed all’ultimo dei “capolavori” di demagogia e superficialità che abbiamo avuto modo di leggere sulle pagine del maggiore quotidiano italiano, in questi giorni, riferito al progetto regionale di rilancio deliberato dalla Regione Lazio ormai dieci anni or sono. Con un pizzico di maligna meschinità, l’autore dell’articolo si rifà al vecchio Regime Fascista; cui vorrebbe accreditare la costruzione di alberghi come il Roma ed il Savoia, e la realizzazione di una serie impianti che ne decretarono il lancio nell’agone turistico nazionale; rilancio ripreso, poi, negli anni ‘960 e ‘970.
Premesso che anche noi abbiamo qualcosa da dire circa il progetto illustrato nel dicembre scorso nell’aula del Comune di Rieti, relativamente ad alcune previsione circa l’”impatto” e la “bonifica di talune zone già notevolmente pregiudicate, e sulle quali i “Nostri” – “tutori ambientali” di chiara fama – si sono a suo tempo guardati bene dall’intervenire; le nostre osservazioni avanzate nelle dovute sedi non sono però tali dal “rigettare” aprioristicamente ogni tipo di iniziativa. Ciò anche perché riteniamo utile “bonificare” vetusti e superati “impianti” sostituirli con più moderni, e comunque meno invasivi, dal punto di vista ambientale; riteniamo giusto ed utile che alcuni degli stessi siano spostati in zone più idonee alla bisogna, meno impattanti e più rispettosi dell’ambiente e della tenuta orografica della natura specialmente in punti nevralgici già del resto ben delimitati dai vari piani di tutela paesaggistica ed ambientale.
Riteniamo molto sorprendente e demagogico ricorrere a cenni storici del passato (distorcendone peraltro sia il significato che la natura) circa quegli interventi che, all’epoca, si limitarono ad imporre al comune di Rieti sia la realizzazione della statale 4-bis del Terminillo che il collegamento attraverso Funivie: del colle Covemese con monte Terminilluccio, prima; e poi il collegamento con altra campata di Funivia, dal monte Terminilluccio al monte Terminilletto. E’ bene rilevare anche che, anche in questo caso, il “Regime” si limitò ad avallare l’iniziativa che venne presa dal Comune e da una società per Azioni presieduta dal principe Spada Potenziani (non certo molto “simpatico” al FU N.d.R.)!!! Che varò la Funivia s.p.a., con amministratore delegato il conte Ettore Manzolini.
Questo per la precisione storica. Altra “distorsione” rilevata nell’articolo, la forzatura di voler accreditare uno “scempio” il progetto, la leggiamo, ne pretestuoso e molto discutibile articolo, laddove si vorrebbe effettuare una accuratissima “radiografia” al progetto stesso, rilevandone ogni sorta di “attentato” alla flora e fauna.
Si giunge perfino a visionare attentati a vipere, aquile, tassi e picchio d’orso; ed alla flora dove il progetto “distruggerebbe” antiche faggete, agrifogli, betulle e via dicendo, dimenticando di “ricordare” tutte le assurdità che continuano a pullulare come: antenne, ponti radio ed ogni sorta di inquinamento ambientale che, anche sotto l’aspetto paesaggistico hanno da qualche anno modificato non poco i “profili” della varie cime terminillesi e dell’intero comprensorio. per carità di patria non vogliamo ribadire, ancora una volta, dello “scempio” che fu consentito nel momento in cui si realizzò il collegamento stradale con Leonessa, con soldi esclusivamente pubblici, laddove si registrarono (allora si) ecatombe di faggete. Cosa che, realisticamente, non rileviamo in questo progetto bisognoso certo di qualche aggiustamento relativo all’ambiente che gli uffici preposti sapranno valutare: Ma ci si trova di fronte ad una catastrofe ambientale come si vorrebbe far credere.
Certamente nelle vicine montagne abruzzesi, i nostri “censori” delle associazioni ambientaliste anno avuto la “morsa” della loro vigile salvaguardia sempre assai meno rigida. Non sono mai giunti, come fanno per il Terminillo, a ribaltare la storia ed i fatti che crearono questo Centro turistico, ricorrendo alla demagogia politica pura e semplice (e certamente chi sottoscrive queste note non è certo da annoverare tra quanti simpatizzarono per quel Regime), cosa che dovrebbe esulare dall’ambito della rinascita di una vocazione di notevole rilevanza economica da rilanciata nel contesto, certo nel rispetto di un ambiente e di un paesaggio già notevolmente deturpato e non certo dalla attuale volontà dei quattro comuni del Comprensorio decisi e portare avanti il progetto stesso e pronti, almeno o ragione di ritenere, a correggere ogni stortura ambientale che avesse da essere obbiettivamente rilevata da chi di dovere e, comunque, fuori da ogni demagogia.
Antonio Cipolloni D.S.I.

 

Domenica al Terminillo la prima edizione del Memorial Settimio Perelli

Domenica al Terminillo la prima edizione del Memorial Settimio Perelli
Gli Sci Club Leonessa, Montepiano Reatino e Antrodoco, organizzano per domenica 22 marzo il “Primo Memorial Settimio Perelli”, gara di sci di fondo in Tecnica Libera, nella pista sita in località Cinque confini al Terminillo. La partenza è fissata alle ore 9.15 e sarà possibile effettuare la ricognizione dalle 8.45. A margine della gara si svolgerà la manifestazione Motosciatoria 2015.

Domenica al Terminillo la prima edizione del Memorial Settimio Perelli
Gli Sci Club Leonessa, Montepiano Reatino e Antrodoco, organizzano per domenica 22 marzo il “Primo Memorial Settimio Perelli”, gara di sci di fondo in Tecnica Libera, nella pista sita in località Cinque confini al Terminillo. La partenza è fissata alle ore 9.15 e sarà possibile effettuare la ricognizione dalle 8.45. A margine della gara si svolgerà la manifestazione Motosciatoria 2015.

Le iscrizioni dovranno pervenire per iscritto, come da regolamento Fisi su apposito modello 61 via email info@montepianoreatino.org o al numero di Fax 0746.586563 entro le ore 13 di domani, sabato 21 marzo; delle generalità di ogni singolo atleta, anno di nascita e codice tesserato Fisi firmate dal presidente che ne attesti l’idoneità sanitario-sportiva. La quota di iscrizione è di € 6.00 per tutte le categorie. L’assegnazione del trofeo avverrà con criterio di classifica come da tabella punti di coppa del mondo sui primi 10 atleti classificati.

 

Scala il Terminillo in carrozzina

Ex dilettante scala il Terminillo in carrozzina
Luca Panichi, 45 anni, ha già scalato Zoncolan, Gavia e Stelvio. Ha avuto un incidente grave nel 1994. Ma non si è lasciato abbattere
L’abbiamo incontrato a Pian de Rosce, sulla salita del Terminillo, a 8 km dall’arrivo. Si era fermato un attimo, poi Luca ha ripreso a salire. L’abbiamo rivisto al traguardo, sotto la neve. In mezzo ai corridori della Tirreno-Adriatico. Loro in bici, lui in carrozzina, spinta soltanto con la forza delle braccia. Luca Panichi è l’altro vincitore della tappa del Terminillo. Umbro di Magione, 45 anni, ex dilettante, ha avuto un grave incidente in gara nel 1994. Ma non si è lasciato abbattere.

Ex dilettante scala il Terminillo in carrozzina
Luca Panichi, 45 anni, ha già scalato Zoncolan, Gavia e Stelvio. Ha avuto un incidente grave nel 1994. Ma non si è lasciato abbattere
L’abbiamo incontrato a Pian de Rosce, sulla salita del Terminillo, a 8 km dall’arrivo. Si era fermato un attimo, poi Luca ha ripreso a salire. L’abbiamo rivisto al traguardo, sotto la neve. In mezzo ai corridori della Tirreno-Adriatico. Loro in bici, lui in carrozzina, spinta soltanto con la forza delle braccia. Luca Panichi è l’altro vincitore della tappa del Terminillo. Umbro di Magione, 45 anni, ex dilettante, ha avuto un grave incidente in gara nel 1994. Ma non si è lasciato abbattere.

E con il suo amore per lo sport dimostra dove si può arrivare, ogni giorno, nella vita quotidiana, nonostante la disabilità. L’anno scorso ha scalato lo Zoncolan al Giro d’Italia in meno di sei ore, ma nel suo palmares ci sono anche il Gavia e lo Stelvio.
con vanotti — Oggi negli ultimi metri ha avuto un compagno d’eccezione, Alessandro Vanotti, il bergamasco dell’Astana compagno di stanza di Vincenzo Nibali. Così Vanotti racconta l’incontro: “Salendo, sotto la neve, l’ho visto in carrozzina e l’ho riconosciuto perché ho letto il nome sulla maglia. E allora gli ho urlato “sei un grande”. Non lo conosco di persona, ma di fama, so chi è. E anche quando siamo scesi con il furgone e l’ho visto a bordo strada, ci siamo fermati, ho tirato giù il finestrino e gli ho fatto i complimenti”. Panichi sulla maglia porta pure il nome di Marina Romoli: un altro simbolo di chi non vuole arrendersi, mai.
Dal nostro inviato  Luca Gialanella

http://www.gazzetta.it/Ciclismo/15-03-2015/tirreno-adriatico-terminillo-luca-panichi-carrozzina-salita-vanotti-110121504921.shtml

 

Il Terminillo ha risposto alla grande

Dichiarazione del Sindaco Simone Petrangeli su Tirreno-Adriatico
“E’ stata una grande giornata di sport e una grande occasione per promuovere la nostra città e la nostra stazione turistica. Siamo orgogliosi e onorati dei complimenti sinceri ricevuti dal comitato della Tirreno-Adriatico per l’organizzazione e l’accoglienza.

Dichiarazione del Sindaco Simone Petrangeli su Tirreno-Adriatico
“E’ stata una grande giornata di sport e una grande occasione per promuovere la nostra città e la nostra stazione turistica. Siamo orgogliosi e onorati dei complimenti sinceri ricevuti dal comitato della Tirreno-Adriatico per l’organizzazione e l’accoglienza. La città e il Terminillo hanno risposto alla grande in occasione di una tappa che rimarrà nella storia per il clima impervio che ha accolto i ciclisti all’arrivo sulla montagna.
Siamo contenti e fiduciosi di poter organizzare altri grandissimi eventi come questo, tra l’altro senza oneri finanziari per il Comune. Ringrazio la Regione Lazio per la preziosa collaborazione e tutti quelli (a partire dai nostri dipendenti e dagli operatori) che hanno contribuito alla realizzazione di una splendida manifestazione che ha visto, a Rieti e sul Terminillo, la partecipazione di migliaia di persone nonostante la pioggia e il freddo”.

E’ quanto dichiara il sindaco di Rieti, Simone Petrangeli.
– See more at: http://www.comune.rieti.it/article/15/03/dichiarazione-del-sindaco-simone-petrangeli-su-tirreno-adriatico#sthash.JnkUJsTT.dpuf

Interrogazione alla CAMERA

COMUNICATO: DISCARICA DI PIAN DE ROSCE SUL MONTE TERMINILLO – INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DEL M5S

Il giorno 03 Marzo c.a. è stata presentata l’interrogazione parlamentare a risposta scritta in commissione ( http://banchedati.camera.it/sindacatoispetti…/showXhtml.Asp… ), a firma del portavoce Alberto Zolezzi, al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con la quale si chiede della discarica abusiva in località Rischiara a Pian de Rosce a Terminillo, “se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti narrati e quali azioni intenda adottare, alla luce di eventuali accertamenti tecnici effettuati sullo stato di conservazione degli ambienti naturali in relazione al rispetto dell’articolo 3 della direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 sul mantenimento ovvero, all’occorrenza, il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente degli habitat delle specie migratorie; se il Ministro interrogato, anche alla luce del rischio di danno ambientale e di gravi ripercussioni sulla salute dei cittadini, non ritenga opportuno disporre verifiche e controlli sullo stato di inquinamento delle falde acquifere ivi presenti, in relazione alla presenza di sversamenti incontrollati di rifiuti.”

COMUNICATO: DISCARICA DI PIAN DE ROSCE SUL MONTE TERMINILLO – INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DEL M5S

Il giorno 03 Marzo c.a. è stata presentata l’interrogazione parlamentare a risposta scritta in commissione ( http://banchedati.camera.it/sindacatoispetti…/showXhtml.Asp… ), a firma del portavoce Alberto Zolezzi, al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con la quale si chiede della discarica abusiva in località Rischiara a Pian de Rosce a Terminillo, “se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti narrati e quali azioni intenda adottare, alla luce di eventuali accertamenti tecnici effettuati sullo stato di conservazione degli ambienti naturali in relazione al rispetto dell’articolo 3 della direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 sul mantenimento ovvero, all’occorrenza, il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente degli habitat delle specie migratorie; se il Ministro interrogato, anche alla luce del rischio di danno ambientale e di gravi ripercussioni sulla salute dei cittadini, non ritenga opportuno disporre verifiche e controlli sullo stato di inquinamento delle falde acquifere ivi presenti, in relazione alla presenza di sversamenti incontrollati di rifiuti.”

Vogliamo informare, inoltre, che solo dopo la nostra denuncia e il successivo comunicato del 21 Gennaio c.a. il Comune di Rieti ha trovato il tempo di preparare il fantomatico progetto per la richiesta di finanziamento di 200.000 euro, propedeutico alla bonifica del sito, da inviare alla Regione Lazio, come testimoniato dalla delibera del 13 Febbraio 2015 n. 21 (in allegato) e pubblicata nell’Albo Pretorio solo il 24 Febbraio c.a. con la firma del Dirigente all’ambiente e protezione civile Ing. D. Cricchi il 22 Gennaio c.a. (il giorno dopo il nostro comunicato) e il parere di regolarità contabile favorevole del dirigente del servizio finanziario V. Dionisi il 26 Gennaio c.a. (5 giorni dopo).
La prima denuncia e il primo sopralluogo da parte del personale comunale e della Polizia Municipale risalgono alla fine dell’anno 2012, come da loro stessi sostenuto, ma nulla ad oggi è stato ancora fatto.
Troviamo questo comportamento inaccettabile, imperdonabile e inqualificabile, visto che trattasi di Zona di Protezione Speciale (ZPS), di un Sito di Interesse Comunitario (SIC) e di tutela paesaggistica come prevista dalla 1497/39 ed è all’interno di un reticolo idrografico, composto dal Fosso dell’Inferno e dai Fossi di Ponte Granaro e Ranaro.
Pertanto si profila il rischio di inquinamento delle falde acquifere a causa della percolazione proveniente dai rifiuti urbani indifferenziati ivi presenti.
Essendo la discarica degli anni 60/80, non solo l’attuale amministrazione seppur informata e coinvolta nel ritrovamento dei rifiuti non ha fatto nulla ad oggi per bonificare la zona, ma continua, come è stato fatto dalle precedenti amministrazioni, a prendere in giro gli stessi cittadini vittime due volte dello scellerato e reiterato immobilismo in difesa della salute pubblica. Anche per questo ennesimo deprecabile episodio dei cosiddetti rappresentanti politici locali, ci auguriamo che in futuro i cittadini sappiano fare le scelte giuste, per il bene di tutti.
Si ringrazia per la collaborazione l’Arch. Angelo Capobianco del MoVimento 5 Stelle, assistente Parlamentare nella VIII Commissione Ambiente alla Camera dei Deputati.
LORO non si arrenderanno mai… NOI neppure!
Rieti, 04.03.2015
Meetup Amici di Beppe Grillo
“Grilli Parlanti di Rieti”
Attivista Rossi Marco

 

Atto Camera
Interrogazione a risposta in commissione 5-04893
presentato da
ZOLEZZI Alberto
testo di
Martedì 3 marzo 2015, seduta n. 384

ZOLEZZI, DE ROSA, TERZONI, BUSTO, DAGA, MANNINO e MICILLO. — Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:
a Pian de Rosce, al Terminillo, in Provincia di Rieti è stata rinvenuta una discarica abusiva, denunciata al Corpo forestale del comando provinciale di Rieti il 20 gennaio 2015;
secondo quanto riportato dagli organi di stampa (il Messaggero.it, articolo di Monia Angelucci del 23 gennaio 2015): «la scoperta segnalata in una lettera al sindaco, all’assessore all’Ambiente e al comandante della Municipale di Rieti, è dei Grilli parlanti Rieti e riguarda lo spazio vicino all’ex vivaio del Corpo Forestale dello Stato»;
l’articolo prosegue precisando che già nel novembre del 2012, «Legambiente Centro Italia segnalò la discarica a cielo aperto, in cui erano presenti rifiuti di ogni genere, come confezioni di detersivo, cartacce, cassette di plastica rotte, scatolame arrugginito, bidoncini, bottiglie e buste di plastica e piastre di ferro disseminate per centinaia di metri. Questa la risposta dal settore Ambiente del Comune di Rieti: La Forestale, nel 2012 – spiega – ha segnalato al Comune il rinvenimento nella stessa località di un consistente cumulo di rifiuti. La Municipale prima e il personale dell’ufficio Ambiente poi hanno effettuato sopralluoghi: l’area interessata è accessibile da Pian di Rosce dove, percorrendo una mulattiera, si giunge al Colle Rischiara […]. Lo stato attuale dei luoghi è conseguenza del conferimento dei rifiuti negli anni ’60/’80. Il terreno è di proprietà dell’Amministrazione Beni Civici di Vazia. Il Comune ha predisposto un progetto di bonifica del sito per un costo stimato di circa 200.000 euro, al fine di reperire i fondi regionali»;
questa emergenza si inserisce nel complesso panorama della tutela ambientale e paesaggistica di tutta il territorio del Terminillo. L’area in questione ricade, infatti, in zona ZPS (zona di protezione speciale) identificata con il codice IT6020005 denominata «Monti Reatini» facente parte della Rete Natura 2000 istituita dalla direttiva «Habitat» (ovvero la Direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche – Gazzetta Ufficiale del 22 luglio 1992). La rete comprende anche zone create ai sensi della direttiva «Uccelli» e mira a fornire una valida protezione per le zone faunistiche più importanti dell’Europa. Gli Stati membri, ai sensi dell’articolo 3 della direttiva 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, classificano, in particolare, come zone di protezione speciale (ZPS) i territori più idonei in numero e in superficie alla conservazione di tali specie, tenuto conto delle necessità di protezione di queste ultime nella zona geografica marittima e terrestre in cui si applica la direttiva «Habitat»;
questa discarica abusiva mette a serio repentaglio la tutela delle migrazione degli uccelli e delle specie selvatiche nell’ambito della zone di protezione speciale (ZPS), considerato, altresì, che nei pressi all’area in esame, gravita un sito di interesse comunitario (SIC – identificato con il codice IT6020007 – Gruppo Monte Terminillo, che contribuisce in modo significativo a mantenere o a ripristinare un tipo di habitat), che, per il pregio floro-faunistico, crea una rete di flussi migratori che sarebbe inevitabilmente compromessa dalla presenza nel sito di una discarica abusiva, venendo meno agli obiettivi perseguiti dalla direttiva citata;
tale territorio è coperto anche da tutela paesaggistica come prevista dalla legge n. 1497 del 1939 (indicata nel portale Vincolo in Rete – http://vincoliinretegeo.beniculturali.it) ed è all’interno di un reticolo idrografico, composto dal Fosso dell’Inferno e dai Fossi di Ponte Granaro e Ranaro. Pertanto si profila il rischio di inquinamento delle falde acquifere a causa della probabile percolazione proveniente dai rifiuti urbani indifferenziati ivi presenti –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti narrati e quali iniziative di competenza intenda adottare, alla luce di eventuali accertamenti tecnici effettuati sullo stato di conservazione degli ambienti naturali in relazione al rispetto dell’articolo 3 della direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 sul mantenimento ovvero, all’occorrenza, il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente degli habitat delle specie migratorie;
se il Ministro interrogato, anche alla luce del rischio di danno ambientale e di gravi ripercussioni sulla salute dei cittadini, non ritenga opportuno disporre verifiche e controlli, anche per il tramite del Comando carabinieri per la tutela dell’ambiente, sullo stato di inquinamento delle falde acquifere ivi presenti, in relazione alla presenza di sversamenti incontrollati di rifiuti. (5-04893)

Legambiente Si al progetto

Terminillo, Legambiente ‘sentinella’ attenta alla salvaguardia dell’area montana
Il progetto va visto anche nell’ottica «del recupero di un’area montana che ha subito quasi venti anni di declino e abbandono»
Il Circolo Legambiente promuove il Progetto Terminillo Stazione Montana. Il territorio del Terminillo è finalmente al centro di un’idea di rilancio condivisa da tutte le amministrazioni locali che, forse per la prima volta, guardano nella stessa direzione, puntano a un unico obiettivo: fare del Terminillo il recupero e lo sviluppo di una delle perle del nostro territorio. Il progetto non va visto solo nell’ottica del rilancio turistico ma soprattutto di recupero di un’area montana che ha subito quasi venti anni di declino e abbandono che le hanno causato numerose cicatrici sul tessuto urbano e paesaggistico.

Terminillo, Legambiente ‘sentinella’ attenta alla salvaguardia dell’area montana
Il progetto va visto anche nell’ottica «del recupero di un’area montana che ha subito quasi venti anni di declino e abbandono»
Il Circolo Legambiente promuove il Progetto Terminillo Stazione Montana. Il territorio del Terminillo è finalmente al centro di un’idea di rilancio condivisa da tutte le amministrazioni locali che, forse per la prima volta, guardano nella stessa direzione, puntano a un unico obiettivo: fare del Terminillo il recupero e lo sviluppo di una delle perle del nostro territorio. Il progetto non va visto solo nell’ottica del rilancio turistico ma soprattutto di recupero di un’area montana che ha subito quasi venti anni di declino e abbandono che le hanno causato numerose cicatrici sul tessuto urbano e paesaggistico. Legambiente, sin da subito ha affiancato amministrazioni, tecnici, progettisti ed esperti nella ferma volontà di essere “sentinella” attenta alla salvaguardia dell’area montana partecipando attivamente anche promuovendo soluzioni sostenibili e compatibili oltre che portando le varie fasi progettuali all’attenzione dei propri esperti. Il Circolo di Rieti, da anni presente «sulla montagna di Rieti», attualmente, oltre agli interventi di ristrutturazione presso il Rifugio La Fossa nel Comune di Cantalice, si sta adoperando presso le amministrazioni regionali per trovare una soluzione alla discarica sita a Pian de Rosce denunciata proprio da loro stessi tre anni fa.
Legambiente Rieti crede fortemente nella volontà di realizzare il Parco Regionale del Terminillo sperando «che il Consorzio Smile, vista la sua volontà di voler amministrare il Comprensorio, possa diventare l’Ente Parco che già più voci hanno auspicato coinvolgendo anche il direttore di Federparchi Lazio Maurizio Gubbiotti». La notevole mole di dati prodotta riguardo ai temi ambientali fa ben sperare circa le compensazioni da progetto, soprattutto perché tutta la progettazione rispetta le direttive emanate dai regolamenti di gestione delle zone Zps e Sic nel rispetto della conservazione e della salvaguardie delle specie presenti.
La Valutazione d’impatto ambientale è già in fase di valutazione della Regione Lazio: «siamo attenti ma anche fiduciosi che le autorità regionali preposte potranno permettere di raggiungere l’obiettivo per cui il nostro territorio si è unito – aggiungono i volontari del circolo reatino – è chiaro che saremo sentinelle vigili come abbiamo fatto fino ad oggi e continueremo ad affiancare i tecnici, saremo presenti alla partenza dei cantieri per gli impianti di risalita dovranno essere intraprese tutte le attività di compensazione e monitoraggio. La convivenza degli impianti e la nostra idea di Parco è già ampiamente dimostrata dalle realtà dei parchi presenti sulle Alpi e nel vicino Parco del Gran Sasso».
Inoltre aggiungono: «atteggiamenti ostruzionisti soprattutto quando questi non sono fondati su dati tecnici e reali hanno un valore solo formale piuttosto che sostanziale. Qualunque atteggiamento di opposizione non fondato o non supportato da proposte alternative fa pensare alla volontà di preservare l’area nelle condizioni attuali. Siamo abituati a sederci ai tavoli, a discutere e a proporre soluzioni la dove si ritenga necessario operare per il bene dell’ambiente e del nostro territorio. E’ chiaro che siamo lontani dalla cordata di ambientalisti e dalla serie di associazioni locali e non che hanno voluto gridare il loro no al Progetto».