Montagna, neve e sviluppo sostenibile

Pietrostefani: l’attualità di idee antiche
Sbaglia chi pensa che la montagna si possa tutelare solo opponendosi ciecamente a qualsiasi impianto o intervento sul territorio
Di ritorno dalle ferie Daniele Boninsegni mi ha coinvolto in una interessantissima iniziativa promossa dalla Commissione centrale Tutela ambiente montano del Cai, il benemerito club nazionale che da oltre un secolo promuove un uso corretto della montagna con una intensa attività culturale e di promozione.

Pietrostefani: l’attualità di idee antiche
Sbaglia chi pensa che la montagna si possa tutelare solo opponendosi ciecamente a qualsiasi impianto o intervento sul territorio
Di ritorno dalle ferie Daniele Boninsegni mi ha coinvolto in una interessantissima iniziativa promossa dalla Commissione centrale Tutela ambiente montano del Cai, il benemerito club nazionale che da oltre un secolo promuove un uso corretto della montagna con una intensa attività culturale e di promozione.

È stata anche l’occasione per il Cai di Leonessa di presentare al pubblico e diffondere il libro dedicato alla memoria del leonessano Stanislao Pietrostefani, un alpinista molto noto in Italia per la sua attività pubblicistica e per la sua competenza, che si è anche occupato dei Monti Reatini e del Terminillo, sul quale esiste traccia del suo nome nella ferrata Chiaretti-Pietrosefani, via alpinistica “diretta” sulla parete nord del Terminillo per cima Sassetelli.
Sono grato a Bononsegni, giovane leonessano che collaborò a suo tempo anche alla stesura del libro in due volumi “Terminillo Anno Zer”o, oggi quasi introvabile, perché ho ascoltato cose interessantissime sul possibile sviluppo della nostra montagna di cui si parla dal 1932 e che a tutt’oggi risulta ampiamente incompiuto.
Il tema del corso, tutto interno al Cai, era “Montagna, neve e sviluppo sostenibile: quali prospettive”. Ovviamente si parlava di tutte le montagne italiane, ma quanto è stato detto e dibattuto riguardava per ampia parte anche il massiccio dei Monti Reatini al quale era chiaramente applicabile. Il nocciolo della questione risiede nelle parole sviluppo sostenibile perché questo è in sostanza il pensiero prevalente nella “politica” del Cai, all’interno del quale la gran parte dei soci sostiene che lo sviluppo turistico della montagna non deve essere indirizzato verso lo sfruttamento del territorio a qualsiasi costo, pur di attrarre gente e denaro, ma tenendo conto della caratteristiche del bacino soggetto a sfruttamento e rispettandone l’ambiente e l’utilizzazione economica preesistente.
I vari relatori, per lo più professionisti del settore e professori universitari, hanno portato all’attenzione dei corsisti una serie di dati molto concreti, riferiti a vari paesi europei che dimostrano ampiamente come quelle montagne che per la loro valorizzazione e sviluppo hanno tenuto conto anche della tutela dell’ambiente ne hanno avuto un ritorno economico duraturo migliore di quelle che invece hanno provocato vari guasti per andare dietro a prospettive di sviluppo basate solo sul consumismo sfrenato.
Ma di questo sarà opportuno parlare più diffusamente altra volta. Ora mi preme parlare più sul perché del mancato sviluppo del Terminillo. E l’occasione me la fornisce lo stesso Pietrosefani che il 18 settembre il Cai ha voluto ricordare a Leonessa anche con una mostra di cimeli, foto e documenti che testimoniano la sua lunga attività di alpinista e di esperto di problemi della montagna. Tra questi c’è una relazione scritta dal medesimo del 1932 sulla Valorizzazione sciistica e turistica dell’altipiano di Leonessa- Gruppo del Terminillo (2213)”.
Relazione che gli fu commissionata dal Cai – sottosezione di Leonessa e dal Direttorio provinciale di Rieti della FISI, lo sci club di Leonessa. Pietrosfeani allora aveva 24 anni e viveva ancora a Leonessa e sentite cosa scrisse dello sviluppo possibile del comprensorio dei Monti Reatini. Premessa. Si andava ipotizzando la valorizzazione del versante sud, quello reatino per intenderci, dove era posizionata la capanna Trebbiani, e ciò veniva contestato dai leonessani che invece avrebbero voluto valorizzare il versante nord soprastante all’altopiano di Leonessa.
Scriveva Pietrostefani: “Leonessa non avrà nulla da perdere dall’attuazione del progetto di valorizzazione del versante sud. Infatti, apertasi la strada per Vallonina, con la capanna rifugio alle Fosse (a distanza brevissima da Leonessa), la detta strada avvicinerà Leonessa di molto alla capanna Trebbiani e al Terminillo. e renderà possibile attraverso itinerari sciistici di collegamento, e collaborazione stretta in fatto di gare, manifestazioni ecc.., la valorizzazione totale e unica di tutto il massiccio del Padre dei Monti reatini”.
“In questo modo sarà indifferente per gli utenti recarsi a sciare sul Terminillo recandosi a Leonessa (120 km. da Roma) o Pian de Valli (Capanna Trebbiani a 108 Km. da Roma), quando entrambi saranno adeguatamente attrezzati potendo coloro che vanno a Leonessa e coloro che vanno a Terminillo sciare su entrambi i versanti. L’opera di valorizzazione sciistica del Gruppo del Terminillo deve essere condotta con animo di stretta collaborazione tra gli sci club di Leonessa e Rieti. Di fronte a tali prospettive esuleranno grette idee di competizione campanilistica perché un concorso continuo di sciatori si riverserà su entrambe le parti”.
A leggere queste cose, scritte nel 1932, si rimane stupefatti in primo luogo per la chiarezza delle idee sullo sviluppo economico del Terminillo da parte di un giovanissimo ed in secondo luogo per la visione dello sviluppo complessivo del padre dei Monti Reatini, come lo chiamava Pietrostefani. Le cose non sono andate come vagheggiava il giovane leonessano. Negli anni Trenta fu realizzato il solo progetto di sviluppo del versante sud quello di Rieti.
Ma nessun progetto fu avviato per il versante nord di Leonessa. Solo negli anni Sessanta vide la luce il collegamento stradale tra Terminillo e la Vallonina con una strada provinciale che d’inverno era inutilizzabile e fu realizzato un primo impianto sciistico a Vallonina con un albergo. Ed alla strada turistica che da Terminillo porta a Vallonina comunque contribuì ancora Pietrostefani interessandosi per la costruzione del rifugio Sebastiani, che ne fu il prodromo, come attesta una corrispondenza del 1947 tra il presidente del CAI di Rieti Rinaldi e il Pietrostefani.
Ma soprattutto niente è stato fatto per collegare i due bacini sciistici sud e nord che oggi avrebbero potuto rendere competitiva e interessante l’attività sciistica sul Terminillo, senza il cui collegamento è destinata solo ad un utilizzo riservato a sciatori inesperti e di seconda fascia, quindi inadatta ai grandi flussi turistici della neve. Allora non è vero che qui da noi mancano le idee. Questa storia lo dimostra ampiamente. Purtroppo quelle che vincono sono sempre le grette idee di campanilismo e di interesse di parte.
In questo caso aggravate, oggi e non ai tempi della relazione Pietriostefani, da una sbagliata visione di tutela dell’ambiente montano che pensa che la montagna si possa tutelare solo opponendosi ciecamente a qualsiasi impianto o intervento sul territorio. Il risultato è sotto gli occhi di tutti e dovrebbe far riflettere ampiamente tutti gli attori interessati che vivono sul territorio. A scrivere queste cose mi assale un forte senso di sfiducia.
Se non sono bastati ottant’anni per far capire ciò che era chiaro e ovvio ad un giovane di casa nostra fin dagli inizi della valorizzazione turistica della nostra montagna, quanti ce ne vorranno ancora per aprire le menti di coloro che hanno la responsabilità della cosa pubblica? Ma voglio ancora essere ottimista.
di Gianfranco Paris

 

Villa Chigi

villa di mussoliniLa Villa di ‘Mussolini’
Sfumato ogni progetto di recupero intelligente
Sono in molti a definirla ancora “Villa Mussolini” sebbene nessuna fonte storica attesti la presenza del Duce quale ospite del principe suo proprietario. I più romantici e nostalgici immaginano ancora di vedervi entrare il Duce, magari accompagnato da una Claretta innamorata ed ansiosa di ritrovare un po’ di intimità in quegli accoglienti locali con i pavimenti in legno… li vedono ancora varcare la soglia di quella villa circondata dalla neve, di un’insolita tonalità di rosso, sotto lo stemma della famiglia Chigi, sei monti disposti in forma piramidale con sopra una stella ad otto punte… Committente fu il principe Francesco Chigi della Rovere, cameriere segreto del Papa, capo della congregazione dei nobili presso lo Stato Vaticano, grande amico del Terminillo che la utilizzava come residenza estiva per la sua famiglia composta da ben sette figli.
I lavori terminarono nel 1937, 600 mq. divisi in tre piani, costo totale circa 950 mila lire. Nel corso di questi lunghi anni in tanti hanno voluto visitare ciò che rimaneva di tale splendore: pochi ruderi, utilizzati come ovile, dormitorio di fortuna, ritrovo di qualche sbandato. Cosa fare di questo edificio che gode di una vista spettacolare e si trova in un punto strategico del Terminillo? Come restituirlo agli antichi splendori? Dagli anni ’90 diversi sono stati i progetti elaborati in tal senso.

villa di mussoliniLa Villa di ‘Mussolini’
Sfumato ogni progetto di recupero intelligente
Sono in molti a definirla ancora “Villa Mussolini” sebbene nessuna fonte storica attesti la presenza del Duce quale ospite del principe suo proprietario. I più romantici e nostalgici immaginano ancora di vedervi entrare il Duce, magari accompagnato da una Claretta innamorata ed ansiosa di ritrovare un po’ di intimità in quegli accoglienti locali con i pavimenti in legno… li vedono ancora varcare la soglia di quella villa circondata dalla neve, di un’insolita tonalità di rosso, sotto lo stemma della famiglia Chigi, sei monti disposti in forma piramidale con sopra una stella ad otto punte… Committente fu il principe Francesco Chigi della Rovere, cameriere segreto del Papa, capo della congregazione dei nobili presso lo Stato Vaticano, grande amico del Terminillo che la utilizzava come residenza estiva per la sua famiglia composta da ben sette figli.
I lavori terminarono nel 1937, 600 mq. divisi in tre piani, costo totale circa 950 mila lire. Nel corso di questi lunghi anni in tanti hanno voluto visitare ciò che rimaneva di tale splendore: pochi ruderi, utilizzati come ovile, dormitorio di fortuna, ritrovo di qualche sbandato. Cosa fare di questo edificio che gode di una vista spettacolare e si trova in un punto strategico del Terminillo? Come restituirlo agli antichi splendori? Dagli anni ’90 diversi sono stati i progetti elaborati in tal senso.

L’associazione astrofili avrebbe voluto realizzarvi un osservatorio astronomico e per bocca del suo presidente Stefano Tocchio fu la prima a pensare ad un progetto di recupero, mentre l’ex assessore ai Lavori Pubblici Gianni Turina chiese alla Regione un finanziamento in base alla legge per la promozione del turismo montano, per farne un polo ricreativo didattico-sportivo. Vi avrebbero trovato posto il Museo dei Monti reatini, una sala polivalente per convegni, proiezioni, conferenze, attività didattiche, una sala multimediale, una foresteria, una sala di ristorazione, un punto vendita. Nell’area esterna di circa 4.000 mq. era previsto il “Giardino Appenninico” comprendente la flora tipica dell’Appennino centrale. Il progetto del Comune dell’ultima giunta Cicchetti fu prima approvato dalla Regione salvo poi essere bloccato poiché i fondi potevano essere impegnati per la ristrutturazione ma non per l’esproprio dell’area, il cui costo superava i 500 milioni di lire, cifra che il Comune non avrebbe potuto sopportare in proprio. Tutto sfumato. Ora la notizia: Villa Chigi diverrà un Residence. “Apprendo purtroppo con rammarico – dichiara oggi il Presidente del Consiglio Comunale professor Gianni Turina – che Villa Chigi sarà presto un residence. Addio quindi ad un progetto, quello predisposto nel 2002 su mia iniziativa, che si aggiunge all’abrogazione da parte dell’ex assessore regionale ai Verdi all’Ambiente Bonelli della modifica alla L.R. 24 da me proposta e fatta approvare durante il mio pur breve mandato regionale, che avrebbe consentito l’ampliamento degli impianti sciistici nella Vallonina. Peccato non si riesca a produrre un progetto globale di sviluppo del Terminillo – aggiunge Turina – che veda coinvolta in primo luogo la Regione Lazio, l’Amministrazione Provinciale, il Comune di Rieti e gli altri quattro Comuni, oltre ad imprenditori locali. Mi sembra che vada ancora di moda il “gioco delle tre carte” che mira a nascondere iniziative positive di alcuni e ad esaltare proposte scollegate e sporadiche di altri. Adesso mi auguro che vadano a buon fine le opere di riqualificazione e miglioramento della mobilità a suo tempo già finanziate con i fondi europei che vanno a completare quelle già realizzate durante il mio mandato di assessore ai Lavori Pubblici (pavimentazione, nuovi impianti di illuminazione, parcheggio 3 Faggi)”.

 

tratto da Formatweb.it Settembre 2008

Cambio di capolinea

asm terminilloAsm, cambio di capolinea per la linea 513 Rieti – Terminillo
Per la chiusura di un tratto stradale della SS4 Bis del Terminillo
L’Azienda Servizi Municipali Rieti S.p.A. comunica che, a seguito dell’ordinanza di regolamentazione e disciplina della circolazione stradale in occasione della chiusura della S.S. 4 Bis del Terminillo dal km 19+020 al km 21+040, da oggi, giovedì 16 settembre e fino al termine delle esigenze, la linea 513 Rieti – Terminillo effettuerà il capolinea al Piazzale Pian de Valli in luogo del naturale capolinea di Campoforogna.

INTERVENTI PER LA RISTRUTTURAZIONE IMPIANTI SCIISTICI

Terminillo Regione LazioBilancio Annuale e Pluriennale 2010 – 2012
Elenco 5 – Capitolo di spesa con copertura a mutuo e/o prestito obbligazionario
Capitolo D44523
INTERVENTI PER LA RISTRUTTURAZIONE E L’AMPLIAMENTO DEGLI IMPIANTI SCIISTICI SITI NEL COMPRENSORIO SCIISTICO MONTE TERMINILLO – L.R. 24.12.2008, N. 31, ART. 39

Terminillo Regione LazioBilancio Annuale e Pluriennale 2010 – 2012
Elenco 5 – Capitolo di spesa con copertura a mutuo e/o prestito obbligazionario
Capitolo D44523
INTERVENTI PER LA RISTRUTTURAZIONE E L’AMPLIAMENTO DEGLI IMPIANTI SCIISTICI SITI NEL COMPRENSORIO SCIISTICO MONTE TERMINILLO – L.R. 24.12.2008, N. 31, ART. 39

 

Euro 3.000.000,00

Catechesi al Terminillo

Seminario di formazione concluso dal Vescovo
Comunità autorevole, amichevole e buona
È da un’analisi attenta sulla perdita valoriale della società contemporanea e da uno sguardo premuroso alla vita delle comunità ecclesiali locali che parte il cammino di rinnovamento della catechesi, che il vescovo Vincenzo Paglia pone al vertice di un più ampio progetto pastorale per l’intera comunità.

Seminario di formazione concluso dal Vescovo
Comunità autorevole, amichevole e buona
È da un’analisi attenta sulla perdita valoriale della società contemporanea e da uno sguardo premuroso alla vita delle comunità ecclesiali locali che parte il cammino di rinnovamento della catechesi, che il vescovo Vincenzo Paglia pone al vertice di un più ampio progetto pastorale per l’intera comunità. Una comunità permeata dal Vangelo che riscopra il valore e la bellezza della celebrazione domenicale e che diventi essa stessa unita, attraente, accogliente e educante: una comunità che accoglie le persone come sono e fa vivere loro esperienze significative di vita cristiana; una comunità in cui i praticanti accostano gli indifferenti e i non credenti, stabiliscono con loro rapporti di amicizia e narrano la propria esperienza di fede, naturalmente a cominciare dai gruppi dei ragazzi e genitori.
Un progetto delineato in questi ultimi mesi, e che nel seminario formativo dei catechisti al Terminillo, ad inizio settembre, ha trovato una più definita finalità e metodologia, proprio perché il catechismo diventi per i ragazzi una esperienza di amicizia prima ancora che un apprendimento intellettuale e di educazione delle coscienze. Tre gli aggettivi chiave per definire la nuova comunità: autorevole, fraterna, buona.
“Le nostre comunità devono essere autorevoli – ha detto il Vescovo ai catechisti ed educatori – dove si dicono parole importanti, che contano e che devono essere ascoltate. Oggi infatti non si parla più con autorevolezza ai ragazzi, ma li si lascia liberi a se stessi e ai loro personali interessi. La prima forma di autorevolezza è farli partecipare alla messa domenicale, facendo capire loro la bellezza e la gioia di essere insieme, tra amici e con Gesù. E questa è anche una dimostrazione di affetto nei loro confronti”.
A questo si aggiunge l’altro importante e non secondario cardine che costituisce la comunità disegnata dal Vescovo: l’amicizia. “La nostra deve essere una comunità fraterna – ha aggiunto mons. Paglia -. La catechesi non è solo apprendimento, ma è scuola di amicizia. Ed imparare ad essere amici non è scontato, soprattutto in una società che divide e contrappone, dove l’altro è oggetto e nemico. L’amicizia è ciò di cui i ragazzi hanno più bisogno, e sviluppata all’interno di una comunità più ampia, è il valore aggiunto dei gruppi di catechesi”. Ed infine una comunità buona “nel far respirare ai ragazzi un clima più sereno e più amabile, non più violento e irrispettoso, un clima che trova in Gesù il fulcro. Per questo è necessario parlare loro di Gesù” ha concluso il Vescovo. Attori di questo rinnovamento non saranno solo i catechisti ed educatori ma la famiglia, i movimenti, oratori e gruppi. In questa comunità ecclesiale educante sarà fondamentale coinvolgere i genitori aiutando le famiglie a vivere nella comunità rivitalizzando la centralità di Gesù nella loro vita in un cambiamento di mentalità e stili di vita che si prospetta piuttosto radicale.
Un ultimo aspetto riguarda l’inserimento nella vita della comunità di quelle esperienze ecclesiali che hanno già cammini di formazione e che sono chiamate ad entrare nel processo dell’iniziazione cristiana condivisa. Non senza timori e difficoltà, dal prossimo ottobre si comincia, con la consapevolezza che il necessario rinnovamento, oggi, non esclude nessuna componente sociale ed ecclesiale.

Elisabetta Lomoro

Meeting Terminillo, «esame» superato

Atletica RietiAtletica Buona la prova dei podisti reatini nell’ottava edizione dell’evento
Meeting Terminillo, «esame» superato
Giovanni Esposito L’ottava edizione del Meeting del Terminillo ha riscosso discreto successo con 203 presenze gara, risultati di buon contenuto tecnico ed un’organizzazione che dà tranquillità in vista dei numerosi impegni che vedranno nelle prossime settimane l’atletica reatina in prima linea a livello nazionale ed internazionale.

Atletica RietiAtletica Buona la prova dei podisti reatini nell’ottava edizione dell’evento
Meeting Terminillo, «esame» superato
Giovanni Esposito L’ottava edizione del Meeting del Terminillo ha riscosso discreto successo con 203 presenze gara, risultati di buon contenuto tecnico ed un’organizzazione che dà tranquillità in vista dei numerosi impegni che vedranno nelle prossime settimane l’atletica reatina in prima linea a livello nazionale ed internazionale. La gara tecnicamente più valida è stata quella dei 200 sia a livello assoluto visto che Lorenzo e Marco Valentini nonostante il vento contrario(-1,9) hanno fatto registrare 21.71 e 22.03, ma anche a livello giovanile con le belle prove di Emanuele Fianco (23.20) e Samuele Chiari (23.39). Bravo anche Luca Di Fiore, l’allievo di Roberto Nafissi che ha vinto la sua serie con un eccellente progressione finale che gli ha permesso di chiudere in 23.53. Sempre a livello assoluto Andrea Bufalino ha dimostrato di essere proiettato sulla buona strada per iniziare il recupero dopo tre anni di peripezie a causa di problemi fisici che si spera lo lasciano in pace in vista della preparazione della stagione 2011. In evidenza sui 200 femminili la portacolori dell’Alto Lazio, Elisa Masci, cronometrata a 26.15 nonostante i quasi quattro metri di vento contrario. Passando ai giovanissimi una nota di merito spetta ad Alessandro Milazzo protagonista oltre che nel vortex anche nei 60 piani dove ha portato il personale ad 8.37. Tra le ragazze Valentina Kalmykova ha confermato il bel talento che le ha permesso di evidenziarsi a più riprese non solo nel Lazio. Per la Studentesca Cariri da segnalare in bella ripresa anche Alessandra Antonacci.

In 200 al Meeting del Terminillo

Ha vinto nei 100 e nei 200 metri – Nei 400 Bufalino senza avversari
RIETI – In 200 al Meeting del Terminillo. Nonostante la stagione non sia ancora entrata nel vivo, al Campo Enrico Leoncini ai Cinque Confini gli atleti impegnati nel tradizionale appuntamento di fine estate hanno dato vita ad un intensa mattinata di gare.

Ha vinto nei 100 e nei 200 metri – Nei 400 Bufalino senza avversari
RIETI – In 200 al Meeting del Terminillo. Nonostante la stagione non sia ancora entrata nel vivo, al Campo Enrico Leoncini ai Cinque Confini gli atleti impegnati nel tradizionale appuntamento di fine estate hanno dato vita ad un intensa mattinata di gare. Aria fresca e sole hanno permesso lo svolgimento ottimale di una manifestazione giunta alla nona edizione e che ogni anno regala buoni risultati.
Come anticipato alla vigilia, dopo aver vestito in due occasioni quest’estate la maglia della nazionale Juniores, Lorenzo Valentini è tornato in gara in un triplo impegno. Prima ha vinto i 100 metri in 10”96 nonostante il forte vento contrario (-1,5m/s) e poi ha bissato il successo nei 200 chiudendo in 21”71 anche qui con il vento in faccia (-1,9). Tra le due gare individuali l’allievo di Chiara Milardi ha corso anche una frazione della staffetta Assoluta della Cariri insieme ad Andrea Sebastiani, Enrico Nobili e Marco Valentini. Molto positiva è stata anche la prova del gemello Marco, soprattutto nel mezzo giro di pista. Con 11”01 e 22”03 Valentini ha sfiorato il personale in entrambe le occasioni.
Per quanto riguarda sempre la velocità, tra gli Allievi Emanuele Fianco si è aggiudicato i 200 in 23”20 davanti ad un sempre più sorprendente Samuele Chiari (23”39, 23”78 per Filippo Crescenzi Lanna, primato personale per Luca Di Fiore); nei 100 Roberto Fosso l’ha spuntata su Jonathan Capuano. La 4×100 Under 18 nonostante cambi decisamente perfettibili ha sfiorato il primato stagionale con 43”40.
Nei 400 Andrea Bufalino non ha avuto avversari ed ha ripetuto la bella prova del Premeeting Iaaf chiudendo in 49”59. Alle sue spalle buona la prova dei due Allievi Cariri Federico Valentini (53”47) e Federico Della Rovere (53”62).
Le migliori prestazioni tecniche sono arrivate dalle categorie giovanili. Nel lancio del peso la 14enne capitolina Claudia Bertoletti (Atl. Villa Gordiani) ha sfiorato 12 metri con l’attrezzo da 3kg. Nel vortex addirittura è arrivata la miglior prestazione italiana stagionale della categoria Under 12. Carolina Visca, giovane delle Fiamme Gialle, ha scagliato il vortex a 48,46; bene anche Cecilia Nobili seconda con 41 metri. Due medaglie d’oro le ha conquistate Alessandro Milazzo vincendo vortex (57,85) e 60 metri (8”37), Francesco Proietti ha vinto i 100hs e fatto siglare un buon 9”58 negli 80, Erika Furlani nonostante qualche problema con la rincorsa è atterrata a 5,06 nel lungo.
di ALBERTO MILARDI

24° Trofeo Sergio GIATTI

24° Trofeo Sergio GIATTI
Domenica 12 settembre al Terminillo si svolgerà il 24° Trofeo Sergio Giatti, Memorial Alberto Bianchetti, gara di marcia in montagna, competitiva e non (su due circuiti distinti); tempo massimo del circuito competitivo, 4 ore, con cancelletto alla Sella del Vento ad 1 h 50′
La gara a squadre di marcia in montagna è stata inserita nel circuito Parks Trail 2010 (www.parkstrail.it) su percorso classico di 10 Km., con un dislivello di 1.300 m.; solo per tale circuito è valevole anche una classifica individuale.

24° Trofeo Sergio GIATTI
Domenica 12 settembre al Terminillo si svolgerà il 24° Trofeo Sergio Giatti, Memorial Alberto Bianchetti, gara di marcia in montagna, competitiva e non (su due circuiti distinti); tempo massimo del circuito competitivo, 4 ore, con cancelletto alla Sella del Vento ad 1 h 50′
La gara a squadre di marcia in montagna è stata inserita nel circuito Parks Trail 2010 (www.parkstrail.it) su percorso classico di 10 Km., con un dislivello di 1.300 m.; solo per tale circuito è valevole anche una classifica individuale.

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Meeting del Terminillo

Gare in altura
Al meeting del Terminillo torna in pista Valentini
La stagione agonistica su pista riparte dal Terminillo. Domenica mattina al Campo d’altura dei Cinque confini è in programma il tradizionale appuntamento con il Meeting del Terminillo. Sono tanti gli atleti che dopo la pausa estiva rimetteranno le scarpe chiodate per gareggiare nell’impianto d’altura.

Gare in altura
Al meeting del Terminillo torna in pista Valentini
La stagione agonistica su pista riparte dal Terminillo. Domenica mattina al Campo d’altura dei Cinque confini è in programma il tradizionale appuntamento con il Meeting del Terminillo. Sono tanti gli atleti che dopo la pausa estiva rimetteranno le scarpe chiodate per gareggiare nell’impianto d’altura. A cominciare da Lorenzo Valentini, che dopo il mese di luglio passato in giro per il mondo, riprende l’attività in vista dei due importanti appuntamenti societari di fine stagione. Il velocista azzurro della Cariri, vincitore alla Coppa del Mediterraneo Junior di Tunisi, correrà i 100 e i 200. Doppio impegno anche per il fratello Marco.
Le altre due reatine protagoniste a Moncton, Giulia Latini e Giulia Martinelli, torneranno in pista direttamente al Trofeo Torri Gemelle, così come Simone Falloni. Nei 110 ostacoli ci sarà il Campione Italiano John Mark Nalocca (Carabinieri), mentre uno dei migliori specialisti dei 400hs Leonardo Capotosti (Fiamme Gialle) correrà i 100 e i 200. Nei 400 Andrea Bufalino dopo aver corso in 49”05 al Premmeting cercherà di migliorare lo stagionale. Ampio spazio per le categorie giovanili con i 60 metri, il vortex e il lungo per i Ragazzi. Tra i Cadetti i capofila stagionali del Lazio Francesco Proietti e Chiara Brandelli (Cariri) gareggeranno rispettivamente nei 100 e negli 80 ostacoli. L’inizio gare è previsto per le ore 10, mentre la gara dei 200 chiuderà la manifestazione.
Al.Mi.