La montagna ingessata

FormatLa montagna ingessata
Quando ambiente fa rima con immobilità
Accade regolarmente ogni estate. Arrivano gli amici, li accompagni a fare un giro nella zona, mostri loro la città, i santuari, i laghi e il Terminillo.
All’altezza di Pian de Roche incalzano “Li avessimo noi questi prati! Ma perché li lasciate così? Come mai nessuno decide di investire? Eppure la gente c’è!” C’è da sempre. Ricordo i reatini salire su queste curve ogni domenica con le prime 500 costrette a fermarsi perché “l’acqua bolliva”. Ricordo le auto e le tende e che ricoprivano ogni parte dei prati… i piatti lavati al fontanaccio e i fuochi che si accendevano la sera per star al caldo, con addosso una coperta, mentre si cantava e si riusciva persino a cenare.

FormatLa montagna ingessata
Quando ambiente fa rima con immobilità
Accade regolarmente ogni estate. Arrivano gli amici, li accompagni a fare un giro nella zona, mostri loro la città, i santuari, i laghi e il Terminillo.
All’altezza di Pian de Roche incalzano “Li avessimo noi questi prati! Ma perché li lasciate così? Come mai nessuno decide di investire? Eppure la gente c’è!” C’è da sempre. Ricordo i reatini salire su queste curve ogni domenica con le prime 500 costrette a fermarsi perché “l’acqua bolliva”. Ricordo le auto e le tende e che ricoprivano ogni parte dei prati… i piatti lavati al fontanaccio e i fuochi che si accendevano la sera per star al caldo, con addosso una coperta, mentre si cantava e si riusciva persino a cenare.

Perché anche questa nostra ricchezza non è riuscita ad avere futuro? Dove sono le strutture per i villeggianti, le piscine a cielo aperto, i chioschetti e tutto ciò che verrebbe offerto altrove?

Lo chiediamo al prof. Mauro Valeri che circa vent’anni si occupa di questa zona
“Il problema del Terminillo è legato alla questione degli Usi Civici. I prati sono di proprietà dei privati ma l’Amministrazione dei Beni Civici di Vazia ha diritto all’uso civico. Quindi fino al 24 giugno i proprietari possono recintarli per la fienagione, dopo quella data deve essere permesso l’accesso agli utenti che, ipoteticamente, dovrebbero essere solo residenti della zona. Alla luce di questo fatto nessuno può disporne liberamente.”
Nessuna possibilità di aggirare l’ostacolo da parte dell’Amministrazione acquistando quei terreni?
“E’ stata fatta una legge nel 1927 (!!!) che è di riferimento per tutte le situazioni analoghe,  parla di liquidazione degli usi Civici. In sostanza consente alle Amministrazioni di liquidare i proprietari ed acquisire i beni, ma l’operazione avrebbe un costo e le diverse sentenze contraddittorie emesse sull’argomento, hanno fatto sì che non fosse applicata. Ad aggravare la situazione la presenza di vincoli assai stringenti che scoraggiano qualsiasi tipo di intervento. Anche fare una semplice recinzione diventa affare di Stato!”
L’Amministrazione dei Beni Civici è completamente autonoma?
“Sì, è eletta ogni cinque anni dai cittadini residenti nella zona. Io ne sono stato Presidente per 8 anni ed ho fatto vari tentativi. Un’aggravante è rappresentata dal fatto che questi terreni negli anni sono stati lasciati in eredità ma risultano ormai indivisi: un piccolo fazzoletto di terra può avere 50 proprietari e metterli d’accordo diventa problematico.”
Possibile non ci sia modo di trovare un accordo anche con gli Enti?
“Per fare un recinto in pali di castagno nella zona ci abbiamo messo due anni e mezzo, la Regione è rimasta completamente insensibile, figuriamoci tentare qualche altra proposta! Avevamo sperato in una semplificazione della normativa ma più tempo passa e più le cose si complicano: mi dispiace ammettere di essere abbastanza sfiduciato.”
E’ dunque questo il rispetto per l’ambiente? Lasciare ogni cosa immutata?
“Io lo trovo veramente assurdo. Il rispetto del territorio si può avere curandolo e facendolo crescere insieme a noi. Nei dintorni di Rieti ci sono un’infinità di baracche di lamiera, sono bruttissime, deturpano e basta. Se ci fosse una normativa che permettesse a tutti quelli che hanno un pezzo di terra di realizzare un piccolo caseggiato in legno dove mettere il trattore e gli attrezzi, avremmo delle costruzioni identiche, come avviene al Nord, con un risultato sicuramente più dignitoso rispetto allo stato attuale. Ed invece non si può fare nulla. Io a casa, per realizzare un muretto di 30 cm, trenta, ho dovuto far fare una perizia geologica, poi magari per un palazzo abusivo non si fa niente. O si procederà ad un cambiamento radicale di indirizzo oppure con le norme attuali non vedo prospettive!”
E’ quanto accaduto con gli impianti scioviari
“Esatto. Prendiamo ad esempio Leonessa, ci sono i soldi, ci sono i progetti, non si può fare per la miriade di vincoli. Bisogna rispettare l’ambiente ma dobbiamo anche fare in modo di non rimanere immobili. Ricordo che l’allargamento di una pista anni fa, tagliando tre piante, fu vissuto come una tragedia, quando avremmo potuto ripiantarne altre 50 altrove: rispettarlo sì ma coniugando le esigenze turistiche ed economiche. Chiunque potrebbe riuscire a capire che un bosco ceduo dopo vent’ anni deve essere tagliato, altrimenti rischia di marcire e diventa pericoloso focolaio di incendi. Ebbene, i vincoli ambientali proibirono di tagliare il bosco che va dal secondo tornante in su, e la Regione diede in cambio un contributo di circa 20 milioni: si spendono i soldi per non toccare aree che andrebbero invece rinvigorite, siamo veramente all’assurdo!”
E la famosa lottizzazione di Monte Calcarone?
“Si parla della strada che dal ristorante di Pian de’ Roche sale su. L’Amministrazione circa quaranta anni fa aveva pensato di sviluppare quel monte con un villaggio turistico, con i soldi dei compromessi degli acquirenti aveva già provveduto all’urbanizzazione con la realizzazione della strada, dell’illuminazione ma per contrasti con il Comune la procedura dal punto di vista urbanistico ed edilizio venne bloccata e tutto rimase in sospeso. Proprietari e Amministrazione ci hanno rimesso i loro soldi, sono rimasti una casetta realizzata dal Ministero della Pubblica Istruzione (venduta all’asta qualche anno fa ed acquistata per poche lire) e decine di lampioni spaccati dai vandali. L’operazione era stata azzardata in un periodo in cui si stava redigendo il Piano Regolatore, sperando potesse essere recepita positivamente dal Comune. Così non fu per motivi politici.”
L’Amministrazione è proprietaria per metà dei terreni, il Comune è titolare dell’ urbanistica, la Regione è competente per i vincoli: l’ingessatura è completa!

di Stefania Santoprete

 

Maltempo, Terminillo: folgorate oltre trenta pecore

RITROVATE SUL TERMINILLO PIU’ DI TRENTA PECORE FULMINATE
La segnalazione giunge al centralino della Sala Operativa Regionale  del Corpo Forestale nel tardo pomeriggio del 26 giugno.
Il chiamante riferisce di un episodio al quanto singolare; in località “Colle Otone” di Terminillo, in agro del Comune di Rieti un fulmine avrebbe ucciso decine di pecore facenti parte di un gregge.

RITROVATE SUL TERMINILLO PIU’ DI TRENTA PECORE FULMINATE
La segnalazione giunge al centralino della Sala Operativa Regionale  del Corpo Forestale nel tardo pomeriggio del 26 giugno.
Il chiamante riferisce di un episodio al quanto singolare; in località “Colle Otone” di Terminillo, in agro del Comune di Rieti un fulmine avrebbe ucciso decine di pecore facenti parte di un gregge. Sul posto viene inviata prontamente una Pattuglia composta dal personale del Comando Stazione Forestale di Rivodutri, che si ricongiungeva  al personale del Servizio Veterinario della  A.S.l. di Rieti.
Il gruppo, composto anche dal proprietario  degli armenti, partendo a piedi dalla località “Tre Faggi” raggiungeva dopo circa cinquanta minuti il luogo dell’accaduto, Forestali, veterinari e lo sfortunato proprietario, constatavano che effettivamente ben 37 pecore erano state folgorate da un fulmine e che oltre alla pecore  la stessa sorte era toccata al cane che di norma custodiva le stesse e al quale il padrone era particolarmente legato. Fortunatamente  la restante parte del gregge si è salvata.
Dopo gli adempimenti  del caso da parte dei sanitari della servizio veterinario, sulle circostanze occorse, veniva disposta la distruzione delle carcasse delle pecore e del cane secondo quanto stabilito dalla normativa vigente.
Si coglie l’occasione per ricordare a tutti i frequentatori  della montagna, che in caso di maltempo, esiste la possibilità che i fulmini possano colpire cose ed animali, ma  anche persone, per cui in tali circostanze e bene non rimanere esposti negli spazi aperti e tanto meno rifugiarsi sotto piante isolate come avevano fatto le 37 pecore folgorate.

VII Edizione della Marcia della Pace

Marcia della PaceVII Edizione della Marcia della Pace

Domenica 27 giugno è in programma la VII Edizione della Marcia della Pace, da Terminillo a Poggio Bustone.
La manifestazione, che si svolgerà sulla distanza di circa 16 km, è rivolta ad escursionisti ben allenati sulle lunghe distanze ed è pertanto richiesta una adeguata preparazione fisica.
Inoltre è richiesto un idoneo equipaggiamento costituito da scarponi da trekking con cavigliera alta, mantella antipioggia, ricambio completo, zaino, esigenze personali.

Marcia della PaceVII Edizione della Marcia della Pace

Domenica 27 giugno è in programma la VII Edizione della Marcia della Pace, da Terminillo a Poggio Bustone.
La manifestazione, che si svolgerà sulla distanza di circa 16 km, è rivolta ad escursionisti ben allenati sulle lunghe distanze ed è pertanto richiesta una adeguata preparazione fisica.
Inoltre è richiesto un idoneo equipaggiamento costituito da scarponi da trekking con cavigliera alta, mantella antipioggia, ricambio completo, zaino, esigenze personali.

Il percorso si sviluppa in zone ad elevato pregio naturalistico, geologico, boschivo e religioso toccherà le seguenti località:
Pian de Valli (1620), Rifugio La Fossa (1603), Sella di Vall’Organo (1840), Sella di Cantalice (1569), Passo del Lupo (1734), Versanello (1560), Fonte Petrinara (1457), Fosso di Petrinara, Sacro Speco (1055), Santuario di S. Francesco (818).
La quota di partecipazione comprendente servizio navetta, contributo organizzazione, e ristoro finale è di ?10,00 per i soci CAI  e di ?12,00 per i non soci.
PROGRAMMA
. ORE 08:00 Partenza in pullman dalla Stazione FF.SS. di Rieti per Terminillo;
. ORE 09:00 Inizio escursione dalla Chiesa di S. Francesco di Terminillo;
. ORE 13:00 Sosta pranzo (al sacco) in località “Passo del Lupo”;
. ORE 17:00 Arrivo previsto al Santuario di San Francesco in Poggio Bustone; dove è previsto un ristoro a base di prodotti tipici (porchetta, pecorino, cocomero e vino);
Per  prenotazioni ed informazioni rivolgersi a:

. Sede C.A.I. di Rieti (mercoledì e venerdì) dalle ore 19.00 alle 20.00, allo 0746-496055
. AE Francesco Battisti 3475133030

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE: La partecipazione all’escursione è aperta a tutti gli iscritti al CAI in regola con il tesseramento 2010. I non iscritti al CAI possono partecipare all’escursione purché provvisti di polizza assicurativa obbligatoria da stipulare in Sezione, unitamente al versamento del premio (? 5,50=), entro le ore 19,30 di venerdi 25 Giugno 2010. Entro la stessa data tutti i partecipanti devono dare conferma di partecipazione direttamente ai Coordinatori o in Sezione. Coloro che non rispetteranno le suddette disposizioni non verranno ammessi a partecipare all’escursione.

 

Capanna Trebbiani, cantiere sequestrato

capanna TrebbianiAl Terminillo sigilli della magistratura all’edificio in costruzione sull’area dove sorgeva il rifugio dell’associazione Sebastiani
Ex capanna Trebbiani, cantiere sequestrato
Quattro indagati per abuso d’ufficio e violazione della legge urbanistica
Tutto ruota attorno al concetto di ristrutturazione: quell’edificio in corso di realizzazione da parte dell’Impretekna srl a Pian dè Valli, a fianco del Cavallino Bianco, è il frutto di un’opera di demolizione e successiva ricostruzione di un ”qualcosa” esistente in precedenza, oppure si tratta di un’edificazione ex novo non autorizzata? Il gip del tribunale di Rieti, Alessandro Arturi, crede a questa seconda tesi e sostiene che il permesso per costruire rilasciato dal Comune è illegittimo, in quanto quel ”qualcosa” non esisteva più sulle mappe urbanistiche e, accogliendo la richiesta del sostituto procuratore Lucia De Santis, ha disposto il sequestro preventivo dell’area sulla quale la società Impretekna sta costruendo un fabbricato, esattamente nel punto dove sorgeva fino alla fine degli anni ’60 la capanna Trebbiani, prima struttura ricettiva del Terminillo di proprietà della Polisportiva Amg Sebastiani.

capanna TrebbianiAl Terminillo sigilli della magistratura all’edificio in costruzione sull’area dove sorgeva il rifugio dell’associazione Sebastiani
Ex capanna Trebbiani, cantiere sequestrato
Quattro indagati per abuso d’ufficio e violazione della legge urbanistica
Tutto ruota attorno al concetto di ristrutturazione: quell’edificio in corso di realizzazione da parte dell’Impretekna srl a Pian dè Valli, a fianco del Cavallino Bianco, è il frutto di un’opera di demolizione e successiva ricostruzione di un ”qualcosa” esistente in precedenza, oppure si tratta di un’edificazione ex novo non autorizzata? Il gip del tribunale di Rieti, Alessandro Arturi, crede a questa seconda tesi e sostiene che il permesso per costruire rilasciato dal Comune è illegittimo, in quanto quel ”qualcosa” non esisteva più sulle mappe urbanistiche e, accogliendo la richiesta del sostituto procuratore Lucia De Santis, ha disposto il sequestro preventivo dell’area sulla quale la società Impretekna sta costruendo un fabbricato, esattamente nel punto dove sorgeva fino alla fine degli anni ’60 la capanna Trebbiani, prima struttura ricettiva del Terminillo di proprietà della Polisportiva Amg Sebastiani.

Due giorni fa gli uomini dell’aliquota forestale presso la procura hanno eseguito il provvedimento, mentre sul registro degli indagati sono finiti in quattro: il legale rappresentante dell’Impretekna Marzio Leoncini (assessore comunale allo Sport, ma non coinvolto in veste di amministratore), il dirigente dell’ufficio Urbanistica che firmò il permesso Manuela Rinaldi, il tecnico comunale Luciano Vagni (responsabile del procedimento) e il direttore dei lavori Sandro Rossi. Per tutti l’ipotesi è di abuso d’ufficio, mentre per i soli Leoncini e Rossi la procura ipotizza la violazione delle norme edilizie. Ricevuta la notifica del provvedimento, Leoncini ha spiegato di «essere tranquillo, perchè sono in possesso delle autorizzazioni rilasciate sia dalla Regione che dalla Soprintendenza. Anche la cubatura dell’edificio (quattro appartementi ndr) non eccede quella che apparteneva alla capanna Trebbiani, per cui ora aspetto di esaminare gli atti insieme al mio avvocato».
Al centro c’è, dunque, la presunta illegittimità del permesso che violerebbe, secondo la procura, anche il vincolo paesaggistico in quanto l’area è considerata di interesse pubblico. Illegittimità che, di conseguenza, determina poi l’ipotesi di abuso d’ufficio basata sul fatto che, quando l’Impretekna chiese il rilascio dell’autorizzazione (2007), il suo amministratore era anche assessore all’Urbanistica. Con ogni probabilità la questione finirà davanti al tribunale del Riesame: lo stop imposto dalla magistratura alla costruzione blocca infatti la vendita gli appartamenti. La questione della capanna Trebbiani è anche al centro di una causa civile, iniziata nel 2008, promossa dall’associazione sportiva ”Amg Sebastiani” contro l’amministrazione dei Beni Civici di Vazia, perchè quest’ultima vendette all’Impretekna l’area dove sorgeva il rifugio. L’associazione, intitolata ai tre fratelli reatini trucidati dai tedeschi durante l’ultima guerra mondiale, rivendica la proprietà del terreno e accusa i Beni Civici di aver alienato un bene che non gli apparteneva. Causa complessa, dove la stessa Impretekna si è costituita rivendicando la correttezza dell’acquisto perchè non era a conoscenza del contenzioso esistente tra la Sebastiani e i l’amministrazione di Vazia.
di MASSIMO CAVOLI

 

17^ edizione della Granfondo del Terminillo

Granfondo del TerminilloIl G.S. Aquila Azzurra organizza per l’8 agosto 2010 la 17^ edizione della Granfondo del Terminillo

Luogo di ritrovo:  Rieti Piazzale Leoni dalle ore 06:00 alle ore 07:00
Partenza: Rieti Piazzale Leoni alle ore 08:00
Arrivo: Rieti Piazzale Leoni (servizio docce e pasta party)

Granfondo del TerminilloIl G.S. Aquila Azzurra organizza per l’8 agosto 2010 la 17^ edizione della Granfondo del Terminillo

Luogo di ritrovo:  Rieti Piazzale Leoni dalle ore 06:00 alle ore 07:00
Partenza: Rieti Piazzale Leoni alle ore 08:00
Arrivo: Rieti Piazzale Leoni (servizio docce e pasta party) Partecipazioni: cicloamatori e cicloturisti tesserati di ambo i sessi (casco obbligatorio)
Iscrizioni: Entro il 1 agosto 20 euro, dal 2 agosto 25 euro
La quota d’iscrizione potrà essere inviata nei seguenti modi:
1- Tramite bonifico bancario a:
G.S. Aquila Azzurra ASD, Viale dei Flavi, 13/G – 02100 RIETI
IBAN:  IT 03 O 03002 14605 000010965544  UNICREDIT BANCA DI ROMA
2- Tramite conto corrente postale:
G.S. Aquila Azzurra ASD, Viale dei Flavi, 13/G – 02100 RIETI
IBAN:  IT 08 G 07601 14600 000041160193
3- Tramite carta POSTE PAY:
4023600445857446 intestata a Razzano Alfonso

Informazioni: G.S. Aquila Azzurra ASD, Viale dei Flavi, 13/G – 02100 RIETI
Tel e Fax: 0746/203879 – 0746/482924
Info Line:  Alfonso: 338.2836209 – Lorenzo: 349.6966924

Il ritiro dei numeri di gara, la verifica dei tesserini e la consegna del materiale previsto si svolgerà sabato 8 agosto dalle ore 14:00 alle ore 20:00 o domenica 9 agosto dalle 06.00 alle 07.00 (per gli atleti fuori Provincia), presso il Campo Scuola “R. Guidobaldi”, adiacente a Piazzale Leoni.
Premiazioni: ricco montepremi composto da regali di valore, prodotti tecnici e locali, trofei, coppe e ricchi premi a sorteggio. Saranno premiati i primi assoluti e i primi 5 di ogni categoria e le 10 società meglio classificate.
Pacco gara: con T-shirt, asciugamano e sali minerali.

Cronometraggio: WINNINGTIME

www.granfondoterminillo.com

Sosta Camper Tre Faggi a Terminillo

Sosta Camper Tre Faggi a Terminillo – Rieti

Al Terminillo a pochi metri dal centro (Pian Di Valli)  ampio parcheggio gratuito situato alle spalle del Residence “Tre Faggi”.
Dotato di un moderno camper service (vedi foto). Il posto è tranquillo e si trova a pochi metri da dove inizia una bellissima pista ciclabile/pedonale che porta alla piana dei “5 Confini”.  Il parcheggio si trova a circa 1600 metri sopra al livello del mare.

Sosta Camper Tre Faggi a Terminillo – Rieti

Al Terminillo a pochi metri dal centro (Pian Di Valli)  ampio parcheggio gratuito situato alle spalle del Residence “Tre Faggi”.
Dotato di un moderno camper service (vedi foto). Il posto è tranquillo e si trova a pochi metri da dove inizia una bellissima pista ciclabile/pedonale che porta alla piana dei “5 Confini”.  Il parcheggio si trova a circa 1600 metri sopra al livello del mare.

Sosta Camper Tre Faggi a Terminillo

Sosta Camper Tre Faggi a Terminillo

 

tratto da http://www.camperfacile.it

Terminillo in bicicletta

Terminillo biciclettaTerminillo – Agro Reatino
Il nostro itinerario parte da Rieti e ci farà conoscere posti bellissimi come il monte Terminillo, la cittadina di Leonessa e l’agro reatino. Rieti è una antica città sabina, adagiata nella parte sud orientale della conca reatina. In epoca romana diede i natali a cittadini illustrissimi come Marco Terenzio Varrone, considerato il padre della romana erudizione e gli imperatori della gens flavia Vespasiano, Tito e Domiziano. Fece parte del ducato longobardo di Spoleto e subì le invasioni dei Normanni e dei Saraceni; nel 1171 nei documenti compaiono per la prima volta i Consoli ad attestare l’avvento del libero Comune. Nei secoli successivi entrò nell’orbita papale anche se per lunghi periodi ebbe una larghissima autonomia. Tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo subì due invasioni francesi, per poi rientrare a far parte dello Stato pontificio fino all’annessione al Regno d’Italia. Nel 1927 divenne capoluogo di Provincia.

Terminillo biciclettaTerminillo – Agro Reatino
Il nostro itinerario parte da Rieti e ci farà conoscere posti bellissimi come il monte Terminillo, la cittadina di Leonessa e l’agro reatino. Rieti è una antica città sabina, adagiata nella parte sud orientale della conca reatina. In epoca romana diede i natali a cittadini illustrissimi come Marco Terenzio Varrone, considerato il padre della romana erudizione e gli imperatori della gens flavia Vespasiano, Tito e Domiziano. Fece parte del ducato longobardo di Spoleto e subì le invasioni dei Normanni e dei Saraceni; nel 1171 nei documenti compaiono per la prima volta i Consoli ad attestare l’avvento del libero Comune. Nei secoli successivi entrò nell’orbita papale anche se per lunghi periodi ebbe una larghissima autonomia. Tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo subì due invasioni francesi, per poi rientrare a far parte dello Stato pontificio fino all’annessione al Regno d’Italia. Nel 1927 divenne capoluogo di Provincia.

Dopo circa 5 km di pianura arriviamo nell’abitato di Vazia: siamo nel cuore del nucleo industriale di Rieti. Proseguendo verso Lisciano si inizia la salita del Terminillo, molto nota anche nel ciclismo professionistico.
Il Terminillo è la vetta più elevata dei monti reatini. Scalando la montagna si annuncia un paesaggio di lunghe valli, immense faggete e distese di prati e si gode dello splendido panorama della valle reatina, dei laghi e della città di Rieti. Il Terminillo è tra le più antiche stazioni sciistiche italiane: oggi può contare su 10 skilift, 2 seggiovie ed una funivia. Questi impianti posti a diverse altitudini collegano 50 km di piste sciabili. Il Terminillo ha anche 22,5 km di piste da sci di fondo.
La montagna è inoltre percorsa da molti sentieri del CAI che in estate si possono affrontare in MTB.
Scendendo dal Terminillo si arriva a Leonessa su un versante molto duro con pendenze da… camosci! E’ comunque molto bello dal punto di vista paesaggistico ed ombreggiato grazie al bosco della Vallonina.
Leonessa è una cittadina stupenda ed è situata sul margine meridionale di un ampio altopiano a circa 1000 metri di altezza. È caratterizzata da case medioevali con portici bassi e massicci sorte intorno alla piazza principale. La sua costruzione, iniziata nelle vicinanze del castello di Ripa di Corno il 16 Luglio 1278, si protrasse fino agli inizi del 1300. A Leonessa meritano una visita le numerose chiese del centro abitato, come quella di San Francesco (XV secolo) la cui facciata è ornata orizzontalmente in stile abruzzese, ed il cui interno custodisce un presepe in terracotta del XVI secolo ed affreschi del Viscardi.
Da visitare anche la chiesa di San Pietro, sulla piazza del municipio, con portale cinquecentesco e campanile gotico.
Molto interessanti anche la chiesa di San Giuseppe da Leonessa patrono della cittadina), e quella di Santa Maria del Popolo. Da Leonessa si affronta una lunga discesa che tocca anche la “forca del fuscello”. La strada dopo aver attraversato vari centri abitati, tra cui Morro Reatino, ci porta nella pianura dell’agro reatino.
Siamo all’interno della Riserva Naturale dei laghi Lungo e Ripasottile: questi due laghi sono gli unici “superstiti” di un lago primordiale (Lacus Velinus), che anticamente ricopriva tutta la pianura reatina.
La prima bonifica della piana fu realizzata dal console Manio Curio Dentato nel 290 a.C.: le acque del Lacus Velinus vennero dirottate in territorio umbro a formare la famosa cascata delle Marmore. All’interno della riserva la strada si snoda sopra il fiume di Santa Susanna (da visitare le omonime sorgenti), quindi tra i due laghi. Proseguiamo nella pianura reatina raggiungendo le località di Quattro Strade e Madonna del Cuore fino a rientrare a Rieti.

COME ARRIVARE
Per chi prende l’autostrada Roma-Firenze l’uscita è quella del casello Fiano Romano e da qui si prosegue per la Salaria fino a Rieti. Provenendo invece da Terni si percorre la superstrada Terni-Rieti in via di completamento.

TECNICA
E’ preferibile effettuare il giro nella stagione estiva. Salire al Terminillo è sempre una grande emozione. Una salita di quasi 20 km., con quattro tornanti ed un falso-piano in località Pian de’ Rosce dove è possibile rifornirsi di acqua. La salita va affrontata dolcemente soprattutto fino al primo tornante che rappresenta il tratto più impegnativo (si consiglia un 39×26). In località Pian de’ Valli e in località Campoforogna si consiglia una breve sosta presso le fontane per rifornirsi di acqua prima dell’ultima ascesa al valico di Sella di Leonessa a quota m. 1975. La discesa della Vallonina è abbastanza impegnativa soprattutto nel primo tratto. Possibili residui di neve ai margini della strada in primavera. In inverno bisogna accontentarsi di salire solo fino al Rifugio Sebastiani, ad 1 km. dal valico, essendo la strada della Vallonina chiusa per neve.

ASSISTENZA
A Rieti si trovano molti negozi di biciclette: Aguzzi Sport tel. 0746201152, Tozzi Filippo tel. 0746483401, VN Cicli tel. 0746274320 oltre ad una fabbrica di bici. Nel nucleo industriale con vendita diretta e riparazioni FARAM tel. 0746607002. Durante la pedalata invece non ci sono punti di assistenza.

DA VEDERE
Rieti “umbilicus italiae”, capoluogo dei sabini, è il centro geografico d’Italia. Partendo dal ponte sul Velino possiamo fare un giro turistico a piedi per ammirare gli splendidi monumenti della cittadina. Da visitare la chiesa di San Francesco, di stile gotico-romanico, costruita nel XIII secolo che conserva al suo interno degli interessanti affreschi di scuola giottesca sulla vita di San Francesco; il palazzo comunale, iniziato nel XIII secolo e proseguito nel XVI; il palazzo del Governo, una splendida costruzione tardorinascimentale (1596), impreziosita da una loggia ad archi sostenuti da doppie colonne attribuita al Vignola. Da vedere sempre al centro di Rieti il bellissimo teatro Vespasiano, il centro culturale della città, piazza San Rufo (con una lapide che ricorda in 20 lingue diverse che quello è il centro d’Italia), e la Cattedrale che fu eretta nel 1109 per volere del vescovo Benincasa e consacrata nel 1225 da Papa Onorio III. Accanto alla cattedrale si erge la torre campanaria eseguita nel 1252. Da visitare anche la chiesa di S. Agostino (nei pressi della stazione ferroviaria), e le splendide mura medievali che un tempo racchiudevano la città.

GASTRONOMIA
A Leonessa possiamo gustare il farro al tartufo. Per prepararlo si soffrigge in olio di oliva la salsiccia tritata, la cipolla, il sedano e la carota; aggiungere i pomodori e il sale facendo cuocere a fuoco moderato. Versare dell’acqua molto calda ed il farro nel condimento e cuocere girando frequentemente con un cucchiaio di legno per circa 40 minuti. A cottura ultimata cospargere il piatto di tartufo. A Leonessa sono da gustare anche la polenta al tartufo, i denti di lupo, le fregnacce alla leonessana, gli sfusellati ed i tagliolini. A Rieti oltre ai tanti ristoranti con specialità sabine si trovano anche venditori di porchetta: un gustoso panino è una buona alternativa al pasto seduti.

 

Domani la VII ed. della SkyRace

Domani la VII Edizione Monte Terminillo Sky Race
La manifestazione è organizzata dall’Associazione Sportiva Monte Terminillo Sky Race a favore dell’ ALCLI
L’Associazione ONLUS ALCLI “Giorgio e Silvia” per la lotta contro le leucemie e le neoplasie ematologiche e solide dell’infanzia e dell’adulto informa che domani, domenica 13 giugno, si svolgerà la VII Edizione della Monte Terminillo Sky Race, gara di corsa estrema in montagna affiliata alla F.S.A. (Federation for Sport at Altitude) organizzata dall’Associazione Sportiva Monte Terminillo Sky Race a favore dell’ ALCLI.

Domani la VII Edizione Monte Terminillo Sky Race
La manifestazione è organizzata dall’Associazione Sportiva Monte Terminillo Sky Race a favore dell’ ALCLI
L’Associazione ONLUS ALCLI “Giorgio e Silvia” per la lotta contro le leucemie e le neoplasie ematologiche e solide dell’infanzia e dell’adulto informa che domani, domenica 13 giugno, si svolgerà la VII Edizione della Monte Terminillo Sky Race, gara di corsa estrema in montagna affiliata alla F.S.A. (Federation for Sport at Altitude) organizzata dall’Associazione Sportiva Monte Terminillo Sky Race a favore dell’ ALCLI.

Oltre 150 gli atleti che hanno fatto pervenire la propria iscrizione on line: il ritrovo per la partenza per tutti gli atleti è fissato alle ore 7:30 in località Lisciano. Anche quest’anno la gara si snoderà sui sentieri del C.A.I., con partenza alle ore 9:00 da Lisciano (575 mt): dopo 19 km e circa due ore di gara, l’arrivo è previsto nella pista d’atletica dell’impianto sportivo d’altura dei “Cinque Confini” (1600 mt), dopo aver valicato la vetta del Monte Terminillo (2216 mt).
E’ stabilito un cancelletto orario al Rifugio la Fossa di 01:45: gli atleti che transiteranno oltre tale limite, a salvaguardia della propria incolumità, saranno fermati, esclusi dalla gara e accompagnati all’arrivo con appositi mezzi. Chiunque volesse partecipare può ancora iscriversi: – nella giornata di Sabato 12 Giugno 2010 dalle ore 15:00 alle ore 20:00 presso la sede dell’ALCLI di Rieti in Via Ticino N. 22/24/26 (per informazioni si veda il sito www.alcli.it) versando una quota di 15,00 Euro – in via del tutto straordinaria nella mattinata di Domenica 13 Giugno presso la partenza in località Lisciano dalle ore 07:00 alle ore 08:00 versando una quota di 20,00 Euro.
Chiunque volesse aderire simbolicamente alla manifestazione per trascorrere una giornata di sport a stretto contatto con la natura potrà farlo versando una quota di 15,00 Euro. La quota di iscrizione per gli atleti prevede anche un buono pasto per il Pasta Party che si terrà presso l’impianto sportivo d’altura dei “Cinque Confini” al termine della gara, buono pasto che potrà essere acquistato separatamente dai non partecipanti al prezzo di 6,00 Euro.
Tutti gli iscritti riceveranno un pacco gara che sarà possibile ritirare:
– dalle ore 15:00 alle ore 19:00 della giornata di Sabato 12 Giugno presso la sede dell’ALCLI
– dalle ore 07:00 alle ore 08:00 della mattina della gara
La manifestazione non ha scopo di lucro e, come nelle scorse edizioni, il ricavato sarà devoluto all’ALCLI per la finalizzazione del progetto per la realizzazione della Casa di Accoglienza a favore dei malati oncologici.

 

Terminillo una storia da raccontare

Terminillo una storia da raccontare
Era il 1923 quando il Regio Decreto del 4 marzo riuniva la Sabina al Lazio. Nello stesso anno un altro avvenimento conferiva lustro a Rieti con la nomina a Governatore di Roma di Lodovico Spada Veralli Potenziani, Principe di San Marino, patrizio di Bologna, Roma, Forlì, Faenza, Rieti, e latifondista della piana reatina.

Terminillo una storia da raccontare
Era il 1923 quando il Regio Decreto del 4 marzo riuniva la Sabina al Lazio. Nello stesso anno un altro avvenimento conferiva lustro a Rieti con la nomina a Governatore di Roma di Lodovico Spada Veralli Potenziani, Principe di San Marino, patrizio di Bologna, Roma, Forlì, Faenza, Rieti, e latifondista della piana reatina. Potenziani, all’epoca già stimatissimo per i molteplici incarichi pubblici ricoperti (anche presidente dell’Istituto Internazionale di Agricoltura che dopo la guerra dette origine alla F.A.O.), fu contattato intorno al 1932 dal ministro dell’agricoltura Giacomo Acerbo e dall’On. Manaresi perché collaborasse alla realizzazione di un polo turistico montano da affiancare a quello marino di Ostia voluto dal fascismo. Potenziani fu il personaggio giusto in quanto reatino di adozione, incantato da quella montagna che vedeva ogni giorno dalla sua villa di Colle S. Mauro, montagna decantata da M. Terenzio Varrone, da Virgilio e da Silio ltalico in epoca romana con nomi, anche terrificanti per quel tempo, quali «tetricae horrentes rupes» o «gurgures alti montes» ma successivamente indicato con i topo-nimi di «Termenile», «Terminello» e infine Terminillo. Il caso volle che il principe fosse anche presidente della Società Romana Costruzioni Meccaniche del Conte Ettore Manzolini di Roma (che fabbricava le bombe a mano SRCM colorate di rosso), il quale, convinto anche dalla necessità di ottenere commesse belliche, accettò di finanziare l’operazione Terminillo costituendo la Società Anonima Funivie del Terminillo nel 1934 con il capitale di quattro milioni di lire. Nel progetto originale infatti erano previsti tre impianti funiviari che dovevano collegare Campoforogna al M. Terminilluccio, quest’ultimo al M. Terminilletto e infine l’attuale funivia. Questo fu l’avvio di un turismo industrializzato, ma prima? Certamente nei secoli fu percorsa da pastori, da boscaioli, carbonari e, nientemeno, nell’800 dai cavatori di neve e ghiaccio, i quali, con sistemi rudimentali, riuscivano a conservare questa merce particolare vendendola anche a Roma. Notizie storiche dicono che le coltivazioni e alcune abitazioni si trovassero anche oltre i mille metri ed in località «Costadora», a monte di Pian di Rosce, è ancora possibile vedere terrazzamenti, alberi da frutto e qualche rudere, mentre nella tradizione delle popolazioni montanare il toponimo «Campo Forogna» viene ricondotto al latino «campus forum» dove cioè salivano gli abitanti dei vari paesi per fare mercato. Ma torniamo ai primi approcci che all’inizio del 1900 si limitano a pochi appassionati ed alpinisti del C.A.I. di Rieti e di Roma che si avvalgono di guide dei paesi pedemontani alcuni dei quali famosi come Giuseppe Munalli di Lisciano, capostipite, ed ancora Orlando Rossi accompagnatore personale di Mussolini. Con quest’ultimo, a dorso di mulo, risaliva la ripida mulattiera passando per le poche case di «Macchiole», «Pian di Rosce», il vallone di «Miglionico» fino all’unico ostello esistente a quota 1615, rustico, tutto in legno e intitolato ad un eroe di guerra, «la capanna Trebiani». L’altro ricovero che ritroviamo fin dal 1903 è il «Rifugio Umberto I°» (questa struttura in legno nel 1901 fu prima presentata alla Expo Universal de Paris dal C.A.I.), molto più in alto a 2108 metri, meta privilegiata solo per audaci alpinisti. Finalmente nel 1933 Mussolini ordina al Podestà Avvocato A. Mario Marcucci la costruzione della strada «4 bis Salaria» per il Terminillo. Il povero Avvocato ebbe notevoli problemi con i propri cittadini, in quanto dovette stornare una buona parte dei milioni destinati alla bonifica della pianura reatina. Forse è per questo che molti reatini odiarono il Terminillo. I lavori della strada, comunque, progredirono celermente, tanto che due anni dopo era percorribile fino a Pian di Rosce (1080 mt.) dove la famiglia del Cav. Giuseppe Amici con la moglie Florinda nata Petroni apre un ristoro (è ancora visibile) installando anche una pompa per la benzina. Il Duce amava rifocillarsi qui durante le sue escursioni e Florinda diverrà la sua cuoca quando sarà operativo nel 1939 l’albergo «Roma» a Pian De’ Valli comprendente l’appartamento presidenziale riservato alla famiglia Mussolini. A quella data la stazione turistica del Terminillo è già una realtà. Nel 1938 la strada è terminata e transitabile anche d’inverno, il R.A.C.I. ha realizzato un garage pubblico con annesso edificio comprendente locali e servizi (toilettes, per capirci, cosa di cui oggi si lamenta la carenza), ed un altro locale a Campoforogna. La Funivia del Terminillo S.A. ha in servizio l’impianto Pian De’ Valli M. Terminilluccio (1870 mt.) e due ristoranti gestiti dal bolognese Gubellini nei locali panoramici delle stazioni. Nel gennaio del 1940 entra in funzione anche la sciovia delle Carbonaie, realizzazione del tutto innovativa per l’epoca e vanto della Romana S.R.C.M. del Conte Manzolini. Il Conte è Amministratore delegato della società Funivie, ne è direttore ed in parte costruttore l’Ing. Cesare Ferriani e Presidente il dinamicissimo Principe Lodovico Potenziani. L’apertura degli alberghi (si usava dire «di lusso») il Roma e il Savoia e altri quali la «Stella Alpin» e il «Cavallino Bianco» dei cugini Rossi, il rifugio della società «acciaierie di Temi», il «CRAL dell’Aeronautica», «La Parioli», ostello per sciatori di elitè della «Roma bene», unitamente alle strutture ed alle iniziative descritte, fanno del Terminillo una delle prime stazioni turistiche a livello nazionale. Nel 1940 l’Associazione Nazionale Alpini inaugura la chiesetta, dedicata alla Madonna della vittoria con annesso sacrario degli Alpini caduti in Africa Orientale. Il complesso votivo sorge a monte del residence Roma (ex albergo) ne è progettista l’ingegnere alpino Luigi Salvi e direttore dei lavori Cesare Ferriani ufficiale degli alpini anch’egli. Il 1940 è l’anno che vede l’arrivo di molte personalità romane attirate da questa montagna per la sua bellezza, ma anche per il suo «appeal» politico. È così che sorgono le ville del conte Carletti , del famoso pilota Colonnello De Bernardi, collaudatore del primo prototipo di aereo a reazione realizzato dalla soc. Caproni, dell’Avv. Cassinelli, famoso penalista, dell’Avv. Brenciaglia, dell’ing. Parboni, dell’ex re dell’Afganistan, e di altri insigni personaggi le cui ville sono tutte ubicate a valle del Savoia lungo la 4bis. Anche in località Campoforogna nascono nuovi insediamenti alla fine degli anni ’30. Sotto «Colle Scampetti» vediamo la casermetta della «Guardia Forestale», «il Governatorato», costruzione in pietra voluta da Potenziani, l’albergo «C.I.T.» di eguale fattura e la villa del principe Francesco Chigi della Rovere, cameriere segreto del Papa, capo della Congregazione dei nobili presso lo Stato Vaticano e grande amico del Terminillo. Lo stile della villa è molto simile all’architettura della stazione superiore Funivia, ambedue opere dell’ing. Tadolini, architetto di casa reale e nipote del famoso architetto e scultore Scipione. Parlando di villa Chigi e del suo proprietario, va fatta chiarezza su quali fossero i frequentatori ospiti del principe. C’è una falsa diceria relativa ad una presunta presenza di Mussolini. Il Duce non fu mai ospite dei Chigi. Questa asserzione è motivata soprattutto dal fatto che all’epoca il Vaticano e lo Stato fascista non andavano molto d’accordo perché i «Patti Lateranensi» erano ancora in fase di «collaudo» con segnali di reciproca diffidenza. A proposito di Mussolini va anche detto che un certo Ing. Patter, inventore di un materiale da costruzione autarchico, provò a regalare al Duce una villetta prefabbricata ubicata dove ora sorge il complesso residenziale «il Villaggio», ma Mussolini rifiutò. A commento di questa prima età urbanistica terminillese si può affermare che progettisti, imprenditori e proprietari, si attennero a principi costruttivi ed ambientali tesi alla salvaguardia della natura ed a una architettura sobria e insieme montanara. In particolare fu l’Ingegner Parboni proprietario di una bella villa, successivamente acquistata dal costruttore Talenti, a indicare le linee guida per uno stile architettonico montanaro personalizzato per il Terminillo. Infatti, i materiali da costruzione utilizzati furono prevalentemente il legno e la pietra scalpellata per gli esterni, mentre il cemento armato era imposto per le norme antisismiche attuate dopo il terremoto di Avezzano del 1915. In parte questo suggerimento fu seguito, ma purtroppo solo allora! La vita mondana terminillese in quell’epoca felice si svolge nei due migliori alberghi Roma e Savoia dove vediamo, il Savoia, frequentato dai «realisti» e il Roma, dai «fascisti». I clienti sono di alto rango, l’aristocrazia romana al Savoia e le alte gerarchie fasciste al Roma, cosa che fa nascere una rivalità accesa fra il Col. Zamboni proprietario del Savoia e il Cav. Amici proprietario del Roma. Tanto accesa fu che alla fine della guerra Zamboni denunciò la famiglia Amici che finì in campo di concentramento a Terni con l’accusa di collaborazionismo, fascismo e chi più ne ha più ne metta. Con l’entrata dell’Italia nella seconda guerra mondiale il Terminillo diventerà, a seguito del peggioramento della situazione e dei bombardamenti, un centro per sfollati abbienti comprese le famiglie di molti gerarchi fascisti, di industriali e di aristocratici. Fra i molti ricordiamo i figli di Mafalda di Savoia, i Pavolini, i Peroni, i Ruspoli, i Riario Sforza, i Chigi e tanti altri. Con l’armistizio dell’8 settembre le cose cominciano a peggiorare. Mussolini è prigioniero al Gran Sasso, la notizia della sua liberazione per via aerea con la «cicogna» del Col. Tedesco Skorzeny, giunge per prima al ponte radio della società Marelli situato sul M. Terminilluccio nei locali della Funivia; il successivo proclama del maresciallo Badoglio suscita panico nei molti sfollati fascisti che poi esulteranno all’arrivo degli «Alpen-Jegher» di Hitler. In quel periodo lassù si parlava molto il tedesco perchè molte famiglie altolocate affidavano i loro figli alle «schwester» teutoniche, famose come educatrici. L’occupazione germanica non porta al Terminillo particolari motivi di tensione o paura, infatti l’abitato viene trasformato in lazzaretto, con tanto di grandi croci rosse sui tetti, per ricevere e curare feriti e malati reduci dal mattatoio di monte Cassino. Nelle ultime settimane di caos, prima dell’arrivo degli alleati il principe Potenziani ha in mente di organizzare la resistenza sul Terminillo per accelerare la cacciata dei tedeschi e, molto ingenuamente, telefona a Ferriani proponendo un armamento costituito da «due casse di fucili da caccia», Ferriani trovò la cosa tardiva e impraticabile. Fortuna volle che arrivassero gli alleati a Rieti nell’estate del 1944 al comando del tenente colonnello H. S. Robinson e che una squadra di guastatori tedeschi non riuscisse, per mancanza di tempo, a far saltare buona parte del Terminillo. Come già accennato anche lassù si scatenarono le vendette ma non fecero grande danno visto che gli Alleati operarono più da pacieri che non da occupanti, fatta eccezione per la famiglia Amici alla quale requisirono l’albergo Roma per farne il comando. Ma la guerra non era ancora finita e i liberatori organizzarono una «moun-tain school» per l’addestramento delle truppe di montagna necessarie ad una eventuale resistenza tedesca sulle Alpi, cosa che poi non avvenne. Nel 1945 le truppe di montagna alleate avevano già dei veicoli cingolati da neve prodotti dalla Canadese Bombardier, antesignani degli attuali «gatti della neve». Nel dopoguerra la vita terminillese riprende a trascorrere in un tranquillo torpore fino al 1949 quando, con grande pompa viene posta la prima pietra per l’erigendo tempio di S. Francesco voluto dal Parroco frate Riziero Lanfaloni e dalle di Lui fatiche. Il terreno fu donato dalla Società Funivia. Nel 1949 riprende anche la vita mondana con il matrimonio di Gina Lollobrigida e Mirko Skofic. La cerimonia fu officiata nella Chiesetta degli Alpini da Padre Riziero, con Franco Ferriani chierichetto e tutti i maestri di sci di allora schierati con un arco di trionfo fatto con gli sci. Gli anni ’50 rappresentano la seconda età felice per il turismo e la vitalità della stazione turistica. Attori e attrici soggiornano al Terminillo, G. Cervi, R. Vallone, M. Girotti, R. Podestà, E. Rossi Drago, B. Modugno, C. del Poggio, A.M. Ferrero, M. Vlady-Versois, E. de Filippo, T. Pica, il regista Zampa e molti altri ancora che dopo lo sci allietano le proprie serate al night «la Tavernetta» di Dino Zamboni, dove suona il complesso composto da strumentisti che poi si uniranno a Peppino di Capri, come il famoso sassofonista Gabriele Varano. All’albergo Roma soggiorna spesso l’ex Re Faruk d’Egitto con il suo seguito ormai ridotto al minimo, ma il grande appartamento che fu dei Mussolini è ora occupato dai Duchi Parodi Delfino. Alla luce di questa nuova vitalità nascono molti alberghi, il Cristallo, la Piccola Baita (Ing. Provenzani), La Genzianella (della Signora Lena Petroni-Amici) e l’Aurora dei Turilli, proprietari dell’Hotel Plaza di Roma. Il periodo compreso fra il 1955 e il 1965 possiamo definirlo il fulcro dello sviluppo turistico. La società Funivia costruisce la seggiovia del Terminilletto che sale fino a quota 2108, le sciovie Nord, Sud, Togo, le 2 del Terminilluccio e la Fiorito. Franco Ferriani si inserisce nel carosello con le sciovie Terminilluccio Est e Colle Scampetti a Campoforogna e il Signor Rosselli di Roma installa una sciovia alla Sella di Leo-nessa. Anche gli alberghi, elemento principe per un turismo di qualità, crescono di numero con il Togo Palace di C. Mariozzi, il Bucaneve della veterana terminillese Vittoria Faraglia, il Tre Cime, La Malga, e il Ghiacciolo a Campoforogna. Questa atmosfera euforica che si è ormai consolidata anche economicamente, crea molte speranze per il futuro sviluppo, ma purtroppo le autostrade favoriranno le località alpine e gli estimatori del Terminillo inizieranno sempre di più a parlare di «quelli del nord». Il resto di questa storia è noto. I residences cresciuti come funghi hanno contribuito a congelare il «turn over» dei flussi turistici unitamente alla cecità di alcune amministrazioni che hanno permesso la riconversione in condomini di molti alberghi, ponendo sempre meno attenzione alle grandi potenzialità del Terminillo. La Regione  Abruzzo, grazie all’azione dei propri politici e alle capacità imprenditoriali dei privati ha surclassato turisticamente le località del Lazio. Ma allora tutto sta andando male? no, il 2005 segna forse l’inizio per una inversione di tendenza, molte cose stanno migliorando, nuovi investitori hanno fiducia in questa montagna perché lo merita per le sue bellezze naturali, per il suo clima, per un intorno pedemontano ricchissimo di storia, di cultura, di archeologia, di laghi, di terme, di prodotti tipici, di architetture pregievoli, e di artigianato, il tutto a due passi e facilmente raggiungibile. Tutto questo comunque è importantissimo, ma il cambiamento radicale avverrà quando sarà attuato uno sviluppo  forte agli impianti scioviari, con la costruzione di nuovi impianti e l’aumento dell’area sciabile  (piste da sci), magari in spazi locati al Nord della montagna dove la neve è più duratura ed avere un  periodo sciistico che possa iniziare i primi di Dicembre e terminare a fine Aprile, prima decade di Maggio.

tratto da xoomer.virgilio.it/sciclubterminillo/Storia%20Terminillo.rtf

 

 

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