RADUNO AL TERMINILLO…

CIcala Bianca TerminilloComunicato Stampa

RADUNO AL TERMINILLO…
Carissimi amici, Siamo lieti di comunicarvi che il giorno 21 Febbraio 2010 dalle ore 10:00 in poi presso il Terminillo (località sella del vento) daremo vita al primo raduno di questa stagione.
E’ lo spirito di amicizia e di aggregazione che ci spinge a promuovere questa manifestazione di vitale importanza per consolidare e far conoscere nel territorio la nostra organizazione la quale in questa stagione conta già oltre 240 TESSERATI. Siamo estremamente soddisfatti del numero di adesioni ma sopratutto per il consenso che ci avete attribuito nel corso di questa stagione.

CIcala Bianca TerminilloComunicato Stampa

RADUNO AL TERMINILLO…
Carissimi amici, Siamo lieti di comunicarvi che il giorno 21 Febbraio 2010 dalle ore 10:00 in poi presso il Terminillo (località sella del vento) daremo vita al primo raduno di questa stagione.
E’ lo spirito di amicizia e di aggregazione che ci spinge a promuovere questa manifestazione di vitale importanza per consolidare e far conoscere nel territorio la nostra organizazione la quale in questa stagione conta già oltre 240 TESSERATI. Siamo estremamente soddisfatti del numero di adesioni ma sopratutto per il consenso che ci avete attribuito nel corso di questa stagione.

Allestiremo un’area tecnica con personale specializzato messo a disposizione dal nostro partner tecnico TUTTO SPORT Rieti. Tale stand sarà accessibile a tutti i soci per apprezzare le novità tecniche della stagione 2009/2010 che si potranno provare liberamente sulle piste previa presentazione della tessara personale.
Estendiamo naturalmente questo invito a tutti gli sci club e a tutti gli operatori del terminillo esprimendo sin d’ora la nostra gratitudine per la loro presenza nel segno di una sana e costruttiva cooperazione a benificio della promozione di questo meraviglioso sport.
Oltre che sciare e divertirsi insieme, avremo modo di fare uno spuntino ed un brindisi di buon auspicio per il nostro SCI CLUB.

Raccomandiamo a tutti i nostri soci di intervenire numerosi e muniti della divisa ufficiale dello SCI CLUB CICALA BIANCA per la foto di gruppo da inserire nel nostro sito www.ciclabinca.it.

L’appuntomanto per la foto è fissato per le ore 12:00.

Ci vediamo al Teminillo!!!

Il Presidente

SCI CLUB CICALA BIANCA
ASSOCIAZIONE DILETTANTISTICA
AFFILIATA F.I.S.I (Federazione Italiana Sport Invernali)

Sede: Via Paolessi N. 47 Rieti

Come contattarci
Telefono 0746-270154 – Indirizzo postale: Via Paolessi n. 47 – RIETI

Posta elettronica
Informazioni generali: info@cicalabianca.it

 

Emporio dello Stock

Abbigliamento terminilloEmporio dello Stock

Emporio dello Stock è un negozio di abbigliamento che vende grandi marche a prezzi imbattibili.

Puoi trovare sia capi singoli che piccoli stock di marche nazionali ed internazionali.

In questo periodo abbiamo le seguenti marche:

Giacconi uomo e donna: Refrigwear e Brema;

Felpe uomo e donna: La Martina, Baci & Abbracci, Guru

Camiceria: RALPH LAUREN con marchio sia piccolo che grande

Jeans: Jeckerson, 9.2 ecc.

 

Ci troviamo a Rieti sotto il Terminillo:

Emporio dello Stock di Leone Tedeschi

via fratelli Cervi n°1 dietro CoopFutura – Rieti 02100

telefono 347 2560367

email leostock@tiscali.it

aperto tutti i giorni dal lunedì al sabato – Per appuntamento (richiesta telefonica) apriamo anche la domenica.

Si vendono sia pezzi singoli che stock anche piccoli di 20/30 pezzi.
Possiamo vendere OnLine e spedire in tutte le parti del mondo. Chiamaci!!!

 

Tutta merce originale, fatturabile e cartellinata.

 

Terminillo in classica

Terminillo in classica
Manifestazione promozionale in notturna di sci nordico in tecnica classica

Terminillo in classica
Manifestazione promozionale in notturna di sci nordico in tecnica classica

REGOLAMENTO:
1. La “Terminillo in classica” è una gara promozionale in notturna di sci nordico in tecnica classica.
2. L’età minima per la partecipazione è fissata ad anni 12.
3. I concorrenti verranno divisi in quattro categorie: Uomini, Donne, Over 60 e Under Sedici.
4. Le pre-iscrizioni verranno regolarizzate in iscrizioni attraverso il pagamento della tassa di euro 3,00 per la copertura delle spese di organizzazione. E’ altresì prevista la quota di Euro 10.00 che da diritto al Buono pasto (polenta al sugo, acqua e vino), estendibile anche ad amici e accompagnatori, da consumarsi nella cena che verrà organizzata preso il Ristoro “5 Confini” al termine della manifestazione.
5. È prevista la premiazione del primo concorrente piazzato nella categoria Uomini, Donne, Over 60 e Under Sedici.
6. Durante la cena finale, tra i presenti verranno estratti a sorte premi messi a disposizione dagli sponsor.
7. E’ consigliato pre-iscriversi alla manifestazione utilizzando l’apposito modulo presso il Ristoro Cinque Confini, comunque entro e non oltre il 4 marzo 2010. Le pre-iscrizioni dovranno essere corredate dalle generalità complete degli iscritti; è necessario presentare all’atto della conferma della pre-iscrizione un certificato di idoneità sportiva non agonistica alla pratica dello sci nordico o esibire la tessera F.I.S.I. e firma del presidente dello sci club di appartenenza, il quale garantisce l’idoneità a partecipare alle gare agonistiche. Fermo restando l’invito di pre-iscrizione alla manifestazione, per le procedure di pagamento e presentazione certificati l’organizzazione rimane a disposizione dei concorrenti dalle ore 10:30 del giorno 06/03/10. Per snellire queste procedure, i concorrenti sono comunque invitati a formalizzare le iscrizioni a tempo debito (consigliamo la presentazione simultanea del modulo di pre-iscrizione, della presentazione documentazione sanitaria di cui sopra e dell’eventuale pagamento della quota per il buono pasto).
8. All’atto dell’iscrizione il concorrente dichiara di accettare in pieno il presente regolamento.
9. La manifestazione verrà posticipata solamente in caso di condizioni ambientali proibitive. In caso di cancellazione della stessa, il comitato organizzatore si impegna a restituire tutte le quote di iscrizione raccolte.
Info-line: Giorgio 3387755469; Maurizio 3331983613

terminilloinclassica@email.it

http://terminilloinclassica.myblog.it/

 

Lo Sci Club Vazia in Coppa del Mondo

Sci CLub Vazia TerminilloComunicato Stampa

Lo Sci Club Vazia in Coppa del Mondo

Lo Sci Club Vazia del Terminillo partecipa alla gara di coppa del mondo “SELLARONDA SKIMARATHON” con ben due atleti.

All’edizione 2010 (prossimo 5 Marzo) della “SELLARONDA SKIMARATHON”, competizione internazionale di Sci Alpinismo in notturna prova valida per la coppa del mondo, parteciperanno con i colori del nostro Sci Club gli atleti selezionati DEL DIN Matteo e VALERI Marco lo annuncia questa mattina con soddisfazione il presidente Vinicio Munalli.

Sci CLub Vazia TerminilloComunicato Stampa

Lo Sci Club Vazia in Coppa del Mondo

Lo Sci Club Vazia del Terminillo partecipa alla gara di coppa del mondo “SELLARONDA SKIMARATHON” con ben due atleti.

All’edizione 2010 (prossimo 5 Marzo) della “SELLARONDA SKIMARATHON”, competizione internazionale di Sci Alpinismo in notturna prova valida per la coppa del mondo, parteciperanno con i colori del nostro Sci Club gli atleti selezionati DEL DIN Matteo e VALERI Marco lo annuncia questa mattina con soddisfazione il presidente Vinicio Munalli.

 

La Sellaronda Skimarathon, competizione di sci alpinismo nelle Dolomiti, giunge quest’anno alla sua 15a edizione; si tratta di una gara in notturna di sci d’alpinismo per squadre composte da due persone, riservata, viste le caratteristiche tecniche, solamente a sciatori esperti in questa disciplina.
La gara, oltre ad assegnare al vincitore il trofeo in palio, è anche valida quale prova della “Coppa delle Dolomiti”.
I concorrenti gareggiano equipaggiati con sci d’alpinismo, a cui vengono applicate le pelli di foca per affrontare le salite, e frontalini per illuminare il tracciato che collega tra di loro i principali paesi delle quattro valli ladine ovvero Canazei, Selva, Corvara e Arabba i quali di anno in anno a rotazione ospitano la partenza e l’arrivo della manifestazione.
I chilometri totali da percorrere sono 42 attraverso i quattro passi dolomitici del Sella, Gardena, Campolongo e Pordoi, per un dislivello totale di oltre 2.700 metri.
È una gara appassionante e dura che richiede senza dubbio, oltre ad un allenamento mirato, anche capacità di adattamento al tracciato ed alle mutevoli condizioni atmosferiche, ma proprio per queste caratteristiche è una gara unica al mondo.

Maggiori informazioni le puoi trovare qui:
http://www.sellaronda.it

Terminillo by night – coppa Mico

Terminillo by night – coppa Mico

Dalle ore 20:00 di sabato 6 febbraio la gara notturna al Terminillo
Terminillo, Rieti

Si svolgerà Sabato 6 febbraio sulle nevi del Terminillo la XIa edizione della gara di sci alpinistica “Terminillo by night – coppa Mico”. La manifestazione, organizzata dal Mountain Team Terminillo, Salvatori Sport unitamente all’Azienda di Promozione Turistica della provincia si svolgerà in notturna a partire dalle ore 20.00.

Il programma della manifestazione prevede alle ore 19,00 il ritrovo dei partecipanti presso il Campo Togo, alle ore 19,30 sarà effettuata la fiaccolata e lo spettacolo pirotecnico, mentre alle ore 20,00 avrà inizio la gara.

Gli organizzatori offriranno agli ospiti e a tutti i partecipanti del Vin brulè.

Infine alle ore 21,00 cena e premiazione all’Hotel Togo Palace.

Per informazioni ed iscrizioni rivolgersi al Salvatori Sport tel. (+39) 0746 26 11 55.

Nella stessa giornata il “Brutal Park” nella pista “Colle di Mezzo” del Terminillo, presenta il Carnival party.

dalle ore 17.00 Barbecue apre-ski al Bucaneve resort, dalle ore 22.00 presso lo Sporting Club “Tre Faggi”, festa in maschera.

Per informazioni:
Luca, cell. (+39) 348 85 87 242

I HATE SIERRA al Monte Terminillo

I HATE SIERRA al Monte Terminillo

Sabato 13 e Domenica 14 Febbraio si svolgerà I HATE SIERRA al Monte Terminillo.
I Hate Sierra è un raduno che nasce della collaborazione di Sierra Snowboard Club Perugia, e I Hate 80’s, un collettivo di DJs attivo in tutta Europa.
L’idea è molto semplice: unire le forze del divertimento diurno, ovvero lo snowboarding, con quello notturno, ovvero la disco!
Diamine, ormai sono più di 15 anni che facciamo snow!!

I HATE SIERRA al Monte Terminillo

Sabato 13 e Domenica 14 Febbraio si svolgerà I HATE SIERRA al Monte Terminillo.
I Hate Sierra è un raduno che nasce della collaborazione di Sierra Snowboard Club Perugia, e I Hate 80’s, un collettivo di DJs attivo in tutta Europa.
L’idea è molto semplice: unire le forze del divertimento diurno, ovvero lo snowboarding, con quello notturno, ovvero la disco!
Diamine, ormai sono più di 15 anni che facciamo snow!! Almeno per il momento, ne abbiamo abbastanza di gare, punteggi, tensioni.. vogliamo stare insieme alla gente e abbiamo bisogno di vibrazioni positive!!

Nei due giorni di snowboard verranno organizzati contest no-stress a cui in realtà si parteciperà più per il ridere che per i premi, e anche mini-corsi facili facili di snowboard per tutti quelli che sono alle primissime armi con la tavola. Diffondere il verbo, gente!

La sera del 13 Febbraio, presso la Discoteca dell’Hotel Cristallo , ci sarà il mitico party di Carnevale I Hate 80’s, con DJ-FAB (Urban Club Perugia) e CAMPARI SAFARI (direttamente da Londra) che suoneranno musica rigorosamente electro anni 80/nu disco. Non so se siete mai stati ad un party Nano-Rec..
In tutti e due giorni ci saranno in giro i fotografi di Fammivedere.com che immortaleranno l’evento.

Per maggiori info postate qui nel forum, oppure scrivete a info@sierra-snow.com.
Potete anche visitare i seguenti links:
Sierra Snowboard
I Hate 80’s
Fammivedere

Non poteva mancare Facebook, cercate Sierra Snowboard ovvero I Hate 80s..

Bene mi sembra tutto, un saluto a tutti i riders in ascolto, lascio in allegato la locandina e tolgo le tende.

P.S. il prezzo del pacchetto è valido per tutti quelli che partissero da Perugia, e comprende (incredibile) tutto-ma-proprio-tutto.
Mentre per tutti quelli che vogliono arrangiarsi da soli, l’ingresso per la festa è di soli 10 Euro!!

Terminillo: una giornata “di passione”

Terminillo: una giornata “di passione”
Che idea sventurata quella di andarsi a fare una sciata al Terminillo. Partenza da casa alle ore 9, arrivo alle 10,20, niente traffico, una giornata di splendido sole. L’aria è rigida ma è proprio quello che ci vuole. Gli alberi sono carichi di neve, un’immagine suggestiva. Fino al ristorante che si trova a 1000 metri di altezza il traffico scorre veloce, ma effettivamente avevo notato che molte macchine viaggiavano al contrario, o meglio provenivano dall’alto.

Terminillo: una giornata “di passione”
Che idea sventurata quella di andarsi a fare una sciata al Terminillo. Partenza da casa alle ore 9, arrivo alle 10,20, niente traffico, una giornata di splendido sole. L’aria è rigida ma è proprio quello che ci vuole. Gli alberi sono carichi di neve, un’immagine suggestiva. Fino al ristorante che si trova a 1000 metri di altezza il traffico scorre veloce, ma effettivamente avevo notato che molte macchine viaggiavano al contrario, o meglio provenivano dall’alto.

Una cosa che un pochino mi aveva fatto preoccupare ma non più di tanto, con i miei sci e una giornata inaspettata come quella di oggi non c’era niente di cui preoccuparsi. Ma, e c’è sempre un “ma” al Terminillo, di lì a poco la sorpresa doveva arrivare. Era proprio lì, a due passi, dietro l’angolo, alla faccia dei grandi progetti SUPERSKI. Migliaia di macchine in fila per salire, auto parcheggiate sia da un lato che dall’altro della strada, e tutto questo perchè NON CI SONO PARCHEGGI, o meglio a fronte di una rinnovata operazione marketing, mancano i servizi di accoglienza. E non solo, immediatamente dopo Pian De’ Valli (sembra che il Terminillo finisca qui) niente pulizia sulle strade, fino a Compoforogna neve e ghiaccio, e proprio di fronte alla sede provinciale che ospita gli spazzaneve. Per non parlare della strada che conduce alla pista di sci di fondo. Per questo dico: sono contento, sì, il Terminillo sta riprendendo forza, ma quanti vi torneranno, quanti che, come me, hanno avuto la forza di rimanere in fila e di trovare un buco di fortuna, e quanti tra coloro che (decine di auto) hanno fatto inversione e se la sono data a gambe levate. Cari amministratori, cara Provincia, cara Regione, ma di quale Supersky state parlando se non riuscite nemmeno a gestire l’ordinaria manutenzione!!!

 

di Saverio Giorgi da Roma

tratto da www.sabinamagazine.it

Gli uomini della Montagna – seconda parte

Gli uomini della Montagna
Continuiamo la narrazione dal numero precedente (Orizzonti del giugno 2008) focaliz-zando l’attenzione su alcuni personaggi tipici o pittoreschi più vivi nel ricordo di molti e di coloro che hanno vissuto e lavorato, per brevi o lunghi periodi, al Terminillo. In una tale ottica si intende ripercorrere in retrospettiva mansioni e personalità, episodi e ritratti di una stirpe di montanari in via di estinzione.
Il lento trascorrere del metodico lavoro di un tempo, dall’alba al tramonto, non scandito dalle lancette dell’orologio, è stato sradicato e sostituito da un progresso fatto di tecnologie che, superando velocemente se stesse, hanno portato a modalità di vita comprendenti, oltre a un maggiore benessere trasversale e alla riduzione delle manualità, all’impoverimento della socialità nei paesi e la conseguente migrazione verso le città. Questo fenomeno, che ritroviamo ciclicament-e attraverso i secoli, determina l’inversione di tendenza quando le difficoltà nei grandi centri sovrappopolati inducono al ritorno nei luoghi di origine. Questo reflusso ha creato anche una nuova tipologia di turismo, noto come «turismo di ritorno».
Ma veniamo ai nostri personaggi, che ritroviamo in un arco di tempo che va dall’inizio del Novecento alla fine degli anni Cinquanta. Al posto d’onore ci sono gli uomini che guidarono i primi escursionisti verso la vetta del Terminillo, con qualche raro pernottamento all’addiaccio, prima che si trovasse riparo al rifugio Umberto I (1903) a quota 2.108, e successivamente alla capanna Innocenzo Trebbiani 1030) nella valletta di Pian de’ Valli (1620 mt). In questa epopea dell’inizio le gambe, i muli e gli asini costituirono gli unici mezzi di trasporto.
La prima guida fidata e stimatissima fu Giuseppe Munalli di Lisciano, con il suo gregario Antonio Micheli, originario di Cantalice, soprannominato «Me-nelikke». I loro meriti furono riconosciuti nei molti attestati rilasciati dal CAI di Roma e di Rieti e da personaggi famosi, Benito Mussolini incluso. A questi seguirono Orlando Rossi di Lisciano, che per i suoi meriti di «diligente accompagnatore» fu nominato Cavaliere dal Duce. Orlando e il fratello Bruno, esperti «Boscaioli», furono fra i primi abitanti del Terminillo, in seguito imprenditori, che offrirono un valido contributo allo sviluppo del turismo. Negli anni Trenta la montagna si anima di molti personaggi, nei ruoli più diversi, ma oggi ricordati da pochi. Don Umberto Lorenzoni, spericolato prete motociclista e primo parroco, che officiava nella chiesetta degli Alpini salendo da Lisciano, velocissimo, alla guida della sua motocicletta. Bernardino Faraglia, con i figli Antonio, Rachele e Vittoria, l’unica rimasta della famiglia. Bernardino, con il suo cappello alpino privo di penna, gestiva il complesso del RACI (Regio Automobil Club Italia) comprendente il garage, la pompa di benzina e alloggi in Pian de’ Valli (siamo negli anni Trena e il distributore c’era). Ricordo che gli succedette nella gestione, in anni più recenti, Alessandro Rossi, detto Alessandrone, un po’ «play man» come il fratello Seve-rino, proprietario dello storico albergo Stella Alpina. Un episodio che riguarda Severino fu quando una squadra di guastatori tedeschi, giunti al Terminillo per distruggere tutto, gli intimarono di fornir loro dei «mau-tir». Non conoscendo il tedesco il poveretto interpretò che gli volessero rapire da moglie, sora Amelia. Solo l’intervento di mio padre chiarì l’equivoco, e i guastatori partirono per Leonessa con i muli senza creare danni. Muli e conducente tornarono poi indenni.
Chi si ricorda di «Giovanni ricotta»? Pastore degli anni Quaranta-Cinquanta, inventava stornellate che cantava con voce nasale seduto a monte della capanna Trebbiani, luogo dove non esistevano ancora altri edifici o strade. Nel prato sottostante, l’attuale valletta, allora ricoperta di un ricco prato erboso, il «Rospo», soprannome del proprietario, inveiva spesso contro noi ragazzi perché gli rovinavamo l’erba che lui doveva falciare. Ebbene sì! Allora si fienava!
Nello stesso periodo, storico per il Terminillo e ancora con due soli impianti, funivia e sciovia Carbonaie, c’era chi si era inventato il ruolo di portatore per trasportare numerose paia di sci fino al Terminilletto. Lo chiamavano «Portare?», era basso e robusto, veniva a piedi da Cantalice e gli fu dato il soprannome per questo richiamo che invitava i potenziali clienti a salire sotto la sua guida, a piedi ma più leggeri, fino al rifugio Umberto I.
Caterina e Luigi Maurizi di Lisciano si stabilirono al Terminillo alla fine degli anni Trenta, quando iniziarono a sorgere le prime ville poi affidate alla loro custodia. Luigi fu anche, per anni, capo della banda musicale di Lisciano. Una storia simile vale per la famiglia Curini di Cantalice, che oltre a «far legna» custodiva il CRAI dell’Aeronautica (a valle della chiesetta). Ma il nucleo maggiore di residenti e stagionali lo ritroviamo fra i dipendenti della società Funivia del Terminillo, con l’inizio delle attività di trasporto per il turismo. Per raccontare di tutti non bastano queste pagine, ricorderemo alcuni di quelli che ci hanno lasciato, i Pionieri. Gioacchino Pensabene di Antrodoco, capo servizio storico per oltre quarant’anni, ricordato per la sua operosa e paziente costanza. Mario D’Aquilio di Santa Rufina, conduttore di vettura molto amato dal pubblico sciatore e forbito parlatore per la notevole cultura acquisita in seminario. Felice Serva da Cantalice, persona schietta, grande lavoratore e marito di Maria Santacroce, che ci ha regalato molte pagine di poesie sulla montagna e i suoi personaggi. Amato Rossi, manovratore della funivia che abitò per molti anni con la famiglia nella stazione superiore della funivia (1870 mt.) quando tornò dal campo di concentramento tedesco. Ottorino Pettine, manovratore di sciovia e forte spalatore di neve, morto purtroppo prematuramente. Un altro dalle spalle possenti era «Lindo il bello» di Cupaello. Di lui si racconta un episodio divertente accaduto nell’immediato dopoguerra. La privazione che maggiormente lo aveva tormentato era stata la mancanza di caffè. Avvenne che un conoscente gli raccontò di aver gustato a Rieti un ottimo caffè, fino ad allora introvabile e carissimo, 1000 lire! Evidentemente era una presa in giro, ma il desiderio di Lindo era tale che, a cavallo del mulo e con in tasca i suoi risparmi, scese al bar Quattro Stagioni e ordinò il caffè. Soddisfatto, andò alla cassa per pagare e quando la cassiera gli chiese solamente 7 lire esclamò: «Signò, dammene un po’ un sicchiu pure pe’ lu mulu».
Avviandoci alla conclusione vanno ricordati i dipendenti del comune di Rieti che in quegli anni lontani furono determinanti per garantire alla stazione turistica i servizi essenziali: Alfredo Spagnoli, responsabile e tuttofare del primo acquedotto che, dalla sorgente di Ratino (1300 mt.) pompava l’acqua fino a Campoforogna (1730 mt) per poi essere distribuita in rete. Spagnoli saliva e scendeva a piedi, almeno una volta al giorno, d’estate e d’inverno, per esercire e manutenere questo servizio, faticosissimo con la neve, ma anche pericoloso per la presenza di branchi di lupi. C’erano anche due incaricati della nettezza urbana, Anonio D’Angeli, originario di Micigliano e Nino, al secolo Vincenzo Caloisi, ambedue fissi al Terminillo con le famglie, raccoglievano le immondizie porta a porta ogni giorno, dalle prime ville in basso fino a Campoforogna, oltre a pulire strade e piazzali. Il tutto solamente con scopettoni e pale. Un lavoro molto duro, ma ovunque si guardasse, tutto era pulito e in ordine.
Ricordate, gente! Questi erano gli Uomini della Montagna, e di loro, oggi, dobbiamo ricordare l’esempio.

Gli uomini della Montagna – prima parte

Gli uomini della Montagna
Per raccontare la loro storia è necessario iniziare il nostro racconto partendo da una memoria che ci proietti molti anni addietro quando la montagna era sinonimo di fatica, disagio, freddo, pericolo, ma anche fonte di sostentamento per molti valligiani e le loro famiglie.
La parola «sostentamento» è il termine per indicare, più propriamente, il provvedere alle minime necessità essenziali di un focolare, spesso composto da molte bocche da sfamare per sconfiggere, almeno in parte, l’indigenza di quei tempi, ormai dimenticati dalle nuove generazioni.
Parlo di una montagna dove le strade erano sentieri e mulattiere, dove i mezzi di trasporto erano muli, asini e le stesse spalle dei montanari, dove il riparo dalla pioggia e dalla neve era una giacchetta. Ma erano uomini forti, duri, resistenti a tutte le fatiche e ingegnosi perché spinti dal bisogno. Era una vita severa, ma rallegrata dal canto e dall’eco che si diffondeva nelle vallate ritmato dal passo cadenzato dei boscaioli e degli zoccoli dei muli. Il canto aveva anche la funzione di far sapere agli altri esseri umani «io ci sono» e monito difensivo per spaventare i lupi che all’epoca erano molti e in branco. Certamente spaventare i lupi e tenerli lontano dagli stazzi era la primaria preoccupazione dei pastori, i meno poveri nel contesto economico locale ed i più presenti in quota nella bella stagione insieme a carbonari e boscaioli. In questo periodo estivo anche la fienagione portava in montagna i molti titolari di «Uso Civico» che falciavano i prati loro assegnati in attesa poi che il fieno fosse pronto per essere trasportato a valle. Così ebbe inizio la conoscenza del Terminillo,non ancora con l’escursionismo, bensì con i raccoglitori di legna, di funghi, di ronaci e di tutti i frutti che il Padre Eterno dispensava per integrare diete molto frugali o al massimo una vendita per qualche soldo in più. A nominare questi veri pionieri si dovrebbe ricorrere alle anagrafi del regno Borbonico, ma i ceppi familiari sono ancora quelli: fra Lugnano, Lisciano, Vazia, Cupaello, Madonna del Passo sono molti i Mazzilli, i Faraglia, i Fabri, gli Angelucci, i Caloisi, i Rossi e i Munalli, mentre a Cantalice si tramandano i Santacroce, i Patacchiola, i Gentile e i Tavani. A Micigliano, il comune più alto (di poco superiore ai mille metri e meno di 180 abitanti) decimato dall’esodo verso le pianure, risiedono ancora i Corradetti, i D’Angeli, gli Orfei e altri. Ma ormai la montagna stava sostituendo la propria immagine antica con quella del turismo. Tramontava il tempo delle prime ascensione a dorso di mulo, ma fu proprio questa «scomodità» a sensi-bilizzare ed incentivare un sempre più allargato movimento di opinioni, inclusi personaggi altolocati, che convinse Benito Mussolini a pensare ad un polo montano attrezzato per gli sports invernali in alternativa al polo marino di Ostia ( vedi il n° 1/ 2005 di Orizzonti) La costruzione della strada Lisciano-Terminillo fu una manna per i disoccupati dei borghi pedemontani. Si racconta che fu assunto un numero tale di lavoratori (secondo una diceria popolare di allora) che uno diceva all’altro : «scànsate, famme da’ una picconata pure che a mi!». Terminata quest’opera, considerata ancor oggi una delle migliori strade di montagna di Europa, iniziarono a transitare autovetture e «torpedoni» di sciatori. Il traffico, intenso del sabato fascista e della domenica, creò un nuovo tipo di lavoratore «part-time»: il «montatore di catene». Quanti degli attuali settantenni e più, raccontano delle ricche mance ricevute e delle emozioni di avere conosciuto personaggi famosi, impauriti ma grati, per essere stati «salvati» dalla tormenta da questi forti uomini della montagna grazie ad un paio di rudimentali catene per auto! In quegli anni, stiamo parlando di quelli precedenti il 1940, gli inverni erano più lunghi e le nevicate talmente abbondanti da creare un’altra fonte di lavoro, quella degli spalatori per coadiuvare gli spazzaneve dell’A.N.A.S, molto efficienti, ma cingolati e quindi lenti. Erano gli anni dove le braccia ed il sudore erano gli strumenti di lavoro più ricercati per sbancare metrate di neve dalle strade e dai piazzali. Nei documenti fotografici degli anni ’40 non era raro vedere spalatori all’opera sotto muraglie di quattro metri di neve e oltre! Ber-nardino Faraglia, gestore del vecchio garage R.A.C.I. di Pian de’ Valli, pala in mano, aveva un bel da fare a tenerne agibili le entrate! Poi, per la costruzione dei primi impianti di risalita, la funivia (1935-1938) e la sciovia delle Carbonaie (1939-1940), Termi-nillo si riempì di operai, locali e importati dal Friuli e dal Veneto che, con le proprie mani, scalpelli e mazzette, tagliarono la pietra a misura per farne i più artistici muri che ancora oggi si possono ammirare negli esterni degli edifici più antichi. Scriveva mia Madre in quel periodo: «lasciata senza rimpianti la mia Bologna, affittammo una villetta a Lisciano,ma quando le serate erano particolarmente gradevoli e con la luna, ci fermavamo a pernottare in una delle nuove baracche, odorose di legno, preparate per accogliere gli operai reclutati per la costruzione della funivia». Questo vero e proprio villaggio in legno, era distribuito sia nella valletta che lungo l’attuale via dei villini (allora era solo un viottolo) in Pian de’ Valli. Con l’entrata in esercizio dei due impianti già citati nasce l’esigenza di trovare e formare una nuova categoria di lavoratori quali manovratori, «fattorini di vettura» per la funivia, bigliettai, elettricisti, addetti alle sciovie, tutti ben forniti di buone braccia e di schiene robuste per sbancare la neve in eccedenza e preparare le piste di risalita delle sciovie. All’epoca non esistevano gatti delle nevi o altre attrezzature, ma solo le pale. Con la crescita del numero di sciatori e delle loro capacità nascono altre piccole attività occasionali. Alcuni valligiani frequentavano il campetto dei «cannibali» (l’odierna valletta ), i cosiddetti principianti, offrendo loro la sciolinatura per impedire allo sci di legno di incollarsi alla neve. A questo scopo adoperavano pezzetti di tavolette di «argentata», residui di sciolina che Gigetto Faraglia regalava. Altri, come il famoso «Portare?», offrivano le proprie spalle agli sciatori più evoluti per accompagnarli e trasportare varie paia di sci fino al rifugio Umberto Primo sul Termi-nilletto dove non esistevano ancora impianti. Con la nascita della stazione turistica iniziò la costruzione di ville, alberghi, rifugi, negozi impianti e strade. Da tutti i paesi pedemontani, quanti paesani hanno lavorato e lavorano al Terminillo! Molti ci hanno lasciato, come le prime guide e tanti altri dei quali è dovere di tutti mantenere viva la memoria, mentre altri veterani sono ancora in ottima forma e in un prossimo articolo ci racconteranno le loro esperienze, tessere del mosaico terminillese la cui storia si va a coniugare al grande patrimonio storico-culturale del nostro territorio.
di Franco Ferriani

Terminillo festa della Transumanza

Terminillo festa della Transumanza
«Sui prati pecora per tutti»
L’ Amministrazione dei Beni Civici di Vazia ha organizzato anche quast’anno nel mese di giugno la «Festa della Transumanza» giunta alla sua settima edizione.
«L’evento» in località Bocca di prato – Fonte della pigna. Tante persone hanno partecipato alla manifestazione riuscitissima.
Per tutti grande «abbuffata» di «pecora» condita in varie salse. Un piatto gustosissimo da leccarsi i baffi.
Serviti anche degli ottimi rigatoni al peperoncino. Gustato dell’ottimo pecorino della zona come pure degli ottimi salumi locali.
Il tutto annaffiato con del buon vino. È stata un’occasione per risco-prire antiche tradizioni e rivisitare zone ricche di flora e fauna.
Una bella giornata nella splendida cornice del Terminillo.